Terme-Atisale-Comune, Di Benedetto: “In caso di parere negativo dell’AGCM revocare gli atti”. Ex mercato ed ex scuola Distaso, “sospendere i permessi di costruire”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Nel gergo teatrale il trasformista è il comico specializzato nell’interpretare successivamente più macchiette diverse, mutando con rapidità il travestimento.

Ascoltando le comunicazioni del Sindaco Lodispoto rese nell’ultimo Consiglio Comunale su due vicende che hanno alimentato accese polemiche negli ultimi mesi, quella delle acque madri e quella del comodato alla Guardia di Finanza del “vecchio” palazzo comunale, ho potuto apprezzare le sue capacità trasformistiche essendo riuscito a far passare l’idea della sua soddisfazione su come le suddette vicende si stiano sviluppando.

Sono stato favorevolmente colpito dalla inusuale pacatezza del suo intervento, quando ha dichiarato che la decisione di non destinare più il vecchio comune a caserma della Guardia di Finanza è stata presa nell’interesse supremo della città (interesse evidentemente non tenuto in alcuna considerazione prima), mentre quella di sottoscrivere la scrittura che riconosce alla società Terme l’esclusiva delle acque madri e dei fanghi, oggetto di indagine da parte della Autorità garante della concorrenza e del mercato a seguito di una mia segnalazione, sarebbe un atto assunto sulla scorta di un parere (invero contrario ad ogni esclusiva!!) della stessa Autorità garante risalente al 2010. Ha concluso rivendicando la bontà della decisione assunta dall’Amministrazione, ma dichiarando, in attesa della decisione dell’Autorità, “di non procedere alla sottoscrizione del protocollo”.

A tacere dello stratagemma retorico e della veste opportunisticamente remissiva assunta dal Sindaco, la verità è che ha dovuto fare di necessità virtù.

Esponendo confusamente i contorni delle due vicende, non ha dichiarato di aver cambiato opinione, insomma di aver sbagliato; si è solo adeguato alla situazione anche se solo dopo lo sdegno che la decisione sul vecchio comune ha provocato nella cittadinanza, mentre per la questione acque madri ha dichiarato che accetterà (bontà sua!!) la decisione dell’Autorità e che in tale attesa “non procederà oltre la sottoscrizione del protocollo”. Cosa abbia voluto dire in merito non è dato comprendere tenuto conto che il contratto con Terme-Atisale è stato sottoscritto e che l’Ente è giuridicamente tenuto a rispettarlo, salvo che non proceda, come sarebbe auspicabile, alla revoca della delibera del Consiglio Comunale n. 2 del 14 gennaio 2022.

La mia invocazione a non sottoscrivere quel “protocollo”, perché mortificava la dignità e gli interessi dei Margheritani, è stata ignorata, anzi la decisione è stata strenuamente difesa dai componenti la maggioranza con argomenti risibili ed offensivi della intelligenza di chiunque ha avuto la possibilità di leggere il testo della scrittura, dalla quale emergeva chiaramente che le acque ed i fanghi concessi al Comune non dovessero avere un utilizzo termale.

Ora, per evitare conseguenze pregiudizievoli per il Comune ove il “parere” dell’Autorità dovesse essere negativo, sarebbe opportuno che si proponga al Consiglio comunale non la sospensione, ma la revoca degli atti presupposti alla stipula di quello che Lodispoto chiama “protocollo”. L’avv. Lodispoto recupererebbe credibilità politica senza ricorrere ad alcun trasformismo (volgarmente definito gioco delle tre carte) ed eviterebbe un danno grave alla Comunità, quale conseguenza della sanzione che l’Autorità potrebbe irrogare, ove ravvisasse la violazione delle regole sulla concorrenza.

Consiglierei sommessamente, invece, all’avv. Lodispoto ed al Responsabile del settore urbanistico, di sospendere i permessi di costruire rilasciati in favore della IFE s.r.l. (ex mercato coperto-asilo ed ex scuola Distaso) disponendo un approfondimento delle questioni sollevate da più parti che appaiono meritevoli della massima attenzione. Ritengo sia un atto dovuto, oltre che rispettoso del principio di trasparenza che deve informare gli atti di ogni Amministrazione pubblica.

Non avendo alcun tipo di risentimento personale nei confronti del Sindaco Lodispoto (che ho votato e sostenuto) sono convinto della sua buona fede (salvo prova contraria) e non vorrei che incappasse in un guaio i cui effetti sarebbero devastanti e non solo sul piano politico. Del resto un approfondimento della vicenda, sulla quale sembra essere stata avviata una indagine dalla Procura della Corte dei Conti per i profili di responsabilità contabile connessi al mutamento di destinazione d’uso dopo la vendita a trattativa privata dei compendi immobiliari suindicati, eviterebbe l’avvio di una ben diversa indagine da parte di altra Procura della Repubblica, tenuto conto che l’eccesso di potere che connota gli atti adottati dal Comune potrebbe integrare una condotta penalmente rilevante.

A parte le considerazioni in merito al rispetto delle norme urbanistiche che costituiranno oggetto di un mio prossimo intervento, non vi è dubbio che l’affare ex mercato coperto-scuola media-asilo ed ex scuola Distaso abbia prodotto un ingiustificato arricchimento della impresa aggiudicataria (insomma, un grande affare per la IFE) ed un grave pregiudizio per l’interesse pubblico, ovvero per il Comune.

Mi auguro che sul tema sopra delineato, finora coperto da un assordante silenzio da parte dell’Amministrazione Lodispoto, si apra immediatamente un confronto pubblico e si arrivi ad un chiarimento che allontani le ombre e le opacità da più parti denunciate.

Se non interverrà, a breve, tale iniziativa da parte dell’Amministrazione, sarà necessario promuovere un incontro pubblico al quale invitare tecnici, rappresentanti dei movimenti, delle associazioni e delle forze politiche margheritane per un confronto aperto, finalizzato a chiarire i contorni di una vicenda caliginosa.»

Avv. PIETRO DI BENEDETTO