TRINITAPOLI - L’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli rischia concretamente la chiusura. A comunicarlo è stato, nei giorni scorsi, il sindaco Francesco di Feo con una nota ufficiale trasmessa al Presidente del Tribunale di Foggia, al Ministero della Giustizia, all’Ufficio locale del Giudice di Pace, ai sindaci dei Comuni di Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, nonché all’Associazione Forense.
La decisione si inserisce nel contesto della gestione associata dell’Ufficio, regolata dalla convenzione siglata nel marzo 2022 fra i tre Comuni dell’area ofantina. Tuttavia, con le recenti comunicazioni dei Comuni di Margherita di Savoia (nota prot. n. 25228 del 1 dicembre 2025) e di San Ferdinando di Puglia (nota prot. n. 25497 del 3 dicembre 2025), è stata formalizzata la volontà di interrompere l’impegno economico congiunto, a causa dell’indisponibilità di quote di bilancio, a partire dal 1 marzo 2026.
Il Comune di Trinitapoli, preso atto delle decisioni assunte dai partner istituzionali, ha dichiarato l’impossibilità di farsi carico da solo della gestione dell’Ufficio, sia per motivi finanziari sia per l’insufficienza di risorse umane da impiegare nel servizio. Ne consegue, come indicato nella comunicazione firmata digitalmente dal sindaco, l’avvio del procedimento amministrativo per la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace a partire dal 1 marzo 2026, con la richiesta agli organi competenti di procedere al trasferimento delle attività e delle funzioni. Il personale distaccato presso l’Ufficio sarà riassegnato agli uffici comunali a partire dalla stessa data.
Una vicenda già vissuta
Non è la prima volta che l’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli si trova sull’orlo della chiusura. Già nel 2021, in seguito ad una comunicazione del Ministero della Giustizia che ipotizzava lo smantellamento del presidio giudiziario, si profilò lo scenario di un definitivo addio al servizio. Tuttavia, grazie alla mobilitazione congiunta delle Amministrazioni comunali di Trinitapoli, Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, e alla mediazione istituzionale dell’allora prefetto della BAT, Maurizio Valiante, e dell’Associazione Forense, si giunse ad una nuova convenzione condivisa, approvata dai rispettivi Consigli comunali. Il Comune di Trinitapoli garantì la presenza di due dipendenti presso la sede giudiziaria di Piazza D’Acquisto, mentre i Comuni associati si impegnarono con propri funzionari e con un contributo finanziario.
Nel 2022, ulteriori criticità minacciarono la continuità operativa dell’Ufficio, in particolare per la mancanza di una figura stabile di cancelliere. Per far fronte all’emergenza, fu attuata una soluzione transitoria, con la messa a disposizione di personale formato tra i Comuni ed un nuovo assetto organizzativo condiviso. Un’intesa raggiunta grazie ad una sinergia istituzionale che trovò formalizzazione con atti di Giunta e delibere consiliari, ponendo le basi per un equilibrio sostenibile tra gli enti coinvolti.
Presidio di legalità per il territorio
L’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli ha rappresentato nel tempo un presidio strategico di giustizia di prossimità per i tre Comuni dell’area ofantina, garantendo un accesso più agevole ai servizi giudiziari e limitando i disagi per i cittadini. In caso di chiusura, l’utenza sarebbe costretta a rivolgersi direttamente al Tribunale di Foggia, competente per l’intero territorio, già fortemente gravato da una consistente mole di cause. Il mantenimento dell’Ufficio è stato più volte interpretato come una scelta di civiltà e di tutela dei diritti fondamentali, soprattutto in un contesto territoriale segnato, negli anni, da un progressivo ridimensionamento dei servizi pubblici.
Nel 2021, durante il Consiglio comunale che sancì la prosecuzione della convenzione, l’allora sindaco Emanuele Losapio sottolineò come la coesione istituzionale avesse permesso di “rafforzare quella cittadella della legalità”, che già comprendeva il Comando della Polizia Locale e che, proprio in quei mesi, si era arricchita anche dello sportello antiracket e antiusura nei locali dell’ex Tribunale.
Prospettive incerte
La comunicazione trasmessa il 23 gennaio scorso riapre dunque un dossier mai davvero chiuso. Le difficoltà finanziarie e la carenza di personale nei piccoli enti locali continuano a minare la sopravvivenza di servizi giudiziari di prossimità, nonostante la volontà politica espressa più volte in passato di difendere questi presìdi.
Allo stato attuale, senza una nuova iniziativa concertata tra gli enti o un intervento straordinario da parte del Ministero o della Prefettura, la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli appare imminente. Una perdita che non rappresenterebbe solo una questione amministrativa, ma anche un arretramento sul piano della tutela dei diritti, della legalità diffusa e della coesione territoriale.
Il sindaco Francesco di Feo ha ribadito la disponibilità del Comune a collaborare per trovare soluzioni, ma ha anche evidenziato l’impossibilità, da parte dell’ente, di sostenere da solo l’intero carico gestionale. L’auspicio resta quello di un nuovo slancio di responsabilità condivisa tra le istituzioni locali e centrali, prima del 1 marzo 2026. In caso contrario, il territorio ofantino perderà un altro importante punto di riferimento pubblico.
GIUSEPPE DALOISO