MARGHERITA DI SAVOIA - È iniziata la raccolta della Cipolla Bianca di Margherita IGP, una delle eccellenze agroalimentari più rappresentative della Puglia, che resterà sul mercato fino al prossimo mese di agosto. La nuova campagna produttiva si apre però con uno scenario profondamente diverso rispetto al 2025: le abbondanti piogge degli ultimi mesi rischiano infatti di incidere sulle quantità raccolte, con una riduzione stimata attorno ai 6mila quintali.
A fare il punto sulla situazione è Giuseppe Giacomantonio, presidente del Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Cipolla Bianca di Margherita IGP, che evidenzia le difficoltà affrontate dal comparto agricolo e le strategie messe in campo per rafforzare la filiera produttiva. «Il Consorzio da parte sua sta cercando di rispondere a queste difficoltà puntando sui propri punti di forza - spiega Giacomantonio -. Oltre alla qualità della produzione, anche quella del lavoro certificato svolto dalle imprese di confezionamento».
Contestualmente all’avvio della raccolta, sono stati presentati i risultati del progetto dedicato alla sostenibilità e alla meccanizzazione nella coltivazione della Cipolla Bianca di Margherita IGP, sviluppato in collaborazione con l’Università di Foggia e finanziato con il contributo del MASAF. L’iniziativa si è svolta negli arenili di località Aloisa, alla presenza di studenti, operatori del settore e dei docenti dell’Università di Foggia - Angela Libutti, Francesco Lops e Roberto Romaniello del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria -. Il progetto punta al miglioramento della redditività, della competitività e della sostenibilità dell’intera filiera produttiva.
Il Consorzio sta operando su due direttrici principali: da un lato la ricerca scientifica finalizzata alla difesa delle coltivazioni da patogeni, infestanti e parassiti specifici della specie, attraverso tecniche sempre più sostenibili; dall’altro la riduzione dei costi di produzione mediante l’introduzione di strumenti e attrezzature in grado di contenere il peso della manodopera.
Tra le novità illustrate figura una trebbiatrice progettata specificamente per le infiorescenze della Cipolla Bianca di Margherita IGP. La macchina, realizzata grazie al progetto condiviso con l’Università di Foggia, consente di recuperare in maniera efficiente il seme dalle piante raccolte nella stagione precedente, garantendo al tempo stesso un elevato grado di germinabilità.
«Operazione che oggi viene eseguita in modo manuale, con dispendio di numerose ore di lavoro e bassa efficienza - sottolinea Giacomantonio -. Non possiamo non considerare che l’orientamento verso operazioni meccanizzate rappresenti ormai una condizione necessaria, anche alla luce delle mutate condizioni socio-economiche del territorio e della sempre minore propensione delle nuove generazioni al lavoro manuale».
Redazione CorriereOfanto.it