SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Nessun simbolo di partito, solo bandiere della pace e cartelli realizzati dagli alunni delle scuole cittadine: questo il clima della manifestazione “Palestina libera”, svoltasi il 4 ottobre in piazza della Costituzione a San Ferdinando di Puglia. In piazza erano presenti rappresentanti istituzionali, insegnanti, associazioni e cittadini di ogni età. (Foto)
A prendere per primo la parola è stato il sindaco Michele Lamacchia, che a nome del Comune ha ringraziato scuole, docenti, alunni e famiglie per la partecipazione: «Non è un atto formale - ha dichiarato il primo cittadino - ma un grido. Basta bombardare ospedali, basta ammazzare bambini. Vogliamo la pace, ora e subito. Due popoli, due Stati, in un clima di libertà e sviluppo».
Poco dopo, ai nostri microfoni, il primo cittadino ha spiegato l’impegno dell’istituzione locale: «Il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per il riconoscimento dello Stato di Palestina, in linea con le posizioni dell’ONU e della Santa Sede. Il primo passo è la dignità. Il secondo è la disponibilità concreta: ci siamo dichiarati pronti ad accogliere profughi, curarli e offrire loro una prospettiva di vita».
Sull’assenza di alcuni esponenti dell’opposizione, Lamacchia ha commentato con pacatezza: «Non sono deluso. Ma non capisco chi pone precondizioni alla pace. La pace non ha un colore specifico: li ha tutti, come l’arcobaleno».
Protagonisti della giornata sono stati i bambini, volto più autentico e spontaneo della pace. «Investire sulla parola pace - ha aggiunto Lamacchia - è l’unica speranza di sviluppo possibile».

A dare voce alla Regione Puglia è intervenuta l’assessora ai Trasporti Debora Cilento, che ha ricordato la scelta regionale di sospendere ogni rapporto con il governo israeliano: «Chi pensa che la guerra sia lontana sbaglia. Non riguarda solo Gaza o l’Ucraina: riguarda noi. Per questo vi chiedo una promessa: guardatevi le mani. Che non servano mai per fare del male. A nessuno».
La manifestazione ha visto la partecipazione degli studenti dell’Istituto Comprensivo “De Amicis - Giovanni XXIII”, protagonisti di un intenso momento culturale con musiche, letture e poesie. Barbara Diglio ha eseguito “Heal the World” e “Pace”; sono stati letti racconti e testi come “L’artista e i colori dimenticati”, “Le cicatrici dell’anima” e “La guerra, un flagello violento”. Gli studenti Francesca Balducci, Antonio Ferrara, Martina Marrano, Miryam Marzulli, Ferdinando Pestillo, Dalila Caressa e Virginia Garofalo hanno interpretato “Volontà di pace”, testo ideato da loro stessi.
La poesia “Una madre a Gaza non dorme” è stata letta da Flavia D’Alessandro e accompagnata da una coreografia di Alessia Veneto, con Giulio Terrone al pianoforte. A chiudere la parte artistica, l’esecuzione dell’Inno alla Gioia e di Bella ciao da parte degli alunni dell’indirizzo musicale.
Poi la parola è passata ai movimenti pacifisti. Giuseppe Laporta, del Coordinamento Provinciale Capitanata per la Pace, ha mostrato una bandiera arcobaleno con la scritta “Non violenza” e lanciato una proposta concreta: «Sosteniamo la lotta non violenta con il boicottaggio dei farmaci Teva, colosso farmaceutico israeliano. Chiediamo ai cittadini di scegliere equivalenti, ai medici di prescriverli, ai farmacisti di suggerirli. La non violenza è azione, non solo slogan».
Il tono si è fatto più intimo con l’intervento di don Mimmo Marrone, parroco della Chiesa Madre, che ha risposto a chi, sui social, sminuisce il valore di simili iniziative: «Le manifestazioni non risolvono la guerra, è vero. Ma tengono sveglia la coscienza. Una coscienza addormentata è peggio di una perversa. Se ci abituiamo alle immagini di morte, smettiamo di essere umani».

Maria Anna Policastro, docente del CPIA di San Ferdinando di Puglia, ha portato le testimonianze dei suoi studenti, spesso segnate da esperienze di violenza e sofferenza. Ha ricordato la partecipazione volontaria dei ragazzi e l’assenza di due studenti palestinesi, troppo provati per essere presenti. Ha concluso citando Gandhi: «Non c’è via per la pace. La pace è la via».
Prima della partenza del corteo, è intervenuta l’assessora alla Cultura Maria Riccarda Scaringi, che ha illustrato la scelta organizzativa più significativa: «Abbiamo deciso di manifestare senza simboli di partito. Né bandiere politiche né sigle. Solo la pace e la Palestina. Perché la pace non si divide».
Al tramonto, la piazza è diventata strada. Il corteo si è snodato tra le vie del centro al grido di “Free Free Palestine” e “San Ferdinando lo sa da che parte stare: Palestine libera, dal fiume fino al mare”.
L’ultimo gesto è stato simbolico quanto potente: una bandiera palestinese è stata deposta ai piedi del monumento dedicato alla Costituzione.
San Ferdinando di Puglia ha così lanciato un messaggio chiaro: la pace non è un’idea lontana, ma un impegno quotidiano di responsabilità, attenzione e umanità condivisa.
Una giornata che resterà nella memoria collettiva come testimonianza di un popolo che sceglie di dire “no” alla guerra e “sì” alla dignità e alla libertà di chi soffre.
LUCIA DARGENIO