San Ferdinando di Puglia, Acquaviva: «Manca una visione di governo. La partecipazione resta solo uno slogan»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - A poco più di sette mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, Antonio Mario Acquaviva, capogruppo di opposizione, affida al Corriere dell’Ofanto una riflessione critica sull’operato politico-amministrativo della giunta guidata dal sindaco Michele Lamacchia. La sua analisi si concentra sui principali nodi del dibattito cittadino: metodo di governo, trasparenza, servizi pubblici, politiche sociali, sicurezza e prospettive politiche per il futuro.

A poco più di sette mesi dalla tornata elettorale, qual è il suo giudizio complessivo sull’azione politico-amministrativa portata avanti dalla giunta Lamacchia? La ritiene in linea con il programma presentato agli elettori?

«Sette mesi sono ancora pochi per un giudizio definitivo, ma già oggi non è possibile esprimere una valutazione positiva. Le azioni della maggioranza appaiono confuse e improvvisate, prive di una visione progettuale e di un ordine chiaro nelle priorità. Si avverte una forte ansia di prestazione, soprattutto da parte del sindaco, che porta a decisioni spesso irrazionali, come dimostrano alcune ordinanze sulla viabilità del centro storico. In molti casi le norme sembrano piegate alla tutela del consenso più che al reale interesse pubblico.»

In qualità di consigliere di opposizione, quali sono i punti principali su cui avete espresso maggiore dissenso o criticità in Consiglio comunale?

«Abbiamo più volte sollecitato un riordino serio degli appalti dei principali servizi pubblici - dall’igiene urbana alla pubblica illuminazione, fino alla videosorveglianza e al deflusso delle acque pluviali - ma senza ottenere risposte adeguate. Al contrario, dalla maggioranza emerge spesso fastidio e intolleranza verso il confronto con l’opposizione, con un atteggiamento istituzionalmente immaturo che rende difficile una corretta dialettica democratica. La partecipazione viene evocata, ma nei fatti non trova reale applicazione

Alcuni atti amministrativi recenti hanno suscitato un acceso confronto tra maggioranza e opposizione, anche con rilievi sulla trasparenza e sulla rendicontazione di opere pubbliche. Qual è la sua posizione in merito?

«Anche sul tema della trasparenza il confronto è stato acceso dalla maggioranza, che invece di riconoscere carenze evidenti nell’azione amministrativa ha reagito innalzando barriere e mostrando insofferenza verso critiche e proposte. Questo atteggiamento rivela insicurezza e scarsa consapevolezza del ruolo istituzionale, che dovrebbe essere improntato a chiarezza ed equilibrio. Sembra prevalere, invece, l’idea che chi governa rappresenti solo una parte della città, secondo la logica del “abbiamo vinto noi e comandiamo noi”.»

La partecipazione dei cittadini ai processi decisionali è, a suo avviso, soddisfacente? Oppure ritiene che manchi un reale coinvolgimento della comunità?

«La partecipazione dei cittadini è il punto più critico: viene ridotta a propaganda e non esistono reali forme di coinvolgimento nelle scelte amministrative. L’informazione è parziale e orientata al consenso, mentre i problemi strutturali della città restano irrisolti. Occorre cambiare prospettiva e superare logiche manipolatorie.»

Come giudica, in generale, l’impiego delle risorse disponibili nei settori prioritari quali manutenzione urbana, viabilità, politiche sociali e istruzione?

«Anche su manutenzioni e politiche sociali manca una vera programmazione e una chiara gerarchia delle priorità. La spesa è frammentata, poco coordinata e spesso inefficace, con affidamenti diretti che rispondono più a logiche di spesa che a reali bisogni. Le politiche sociali sembrano ridotte a un semplice centro di spesa, senza risultati concreti per le fasce più fragili. Sul fronte culturale non si registra alcuna discontinuità, mentre nei rapporti con le scuole, al di là delle dichiarazioni, mancano risorse e un vero piano formativo condiviso.»

Ritiene che l’amministrazione stia intercettando in modo efficace le opportunità offerte dai fondi regionali, statali ed europei per lo sviluppo del territorio?

«Non si registrano novità significative: si continua a trascinare progettualità ereditate dal passato, spesso in modo critico e problematico. Proposte importanti, come la candidatura a finanziamento della fogna pluviale per risolvere definitivamente il problema degli allagamenti, restano ferme. Emerge una conoscenza approssimativa delle reali complessità della città, mentre si continua a inseguire una spesa di tipo ludico, tra eventi, luminarie e spettacoli.»

In Consiglio si è discusso di appalti per la pubblica illuminazione, interventi su arredo urbano e messa in sicurezza della rete fognaria. Qual è la vostra valutazione sull’andamento di questi progetti?

«Abbiamo denunciato pubblicamente fatti molto gravi, su cui l’Amministrazione appare impreparata a governare le soluzioni per riordinare le “distorsioni” di appalti pluriennali d’importi significativi, praticamente fuori controllo. Ci è sembrato di cogliere, come dicevo prima, un certo senso di fastidio solo perché le questioni sono state evidenziate dall’opposizione e non dalla maggioranza.»

Gli episodi di cronaca degli ultimi mesi (tentati furti, assalto all’ufficio postale, allarme bomba al Municipio) hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana. Ritiene che l’amministrazione abbia agito con prontezza e determinazione?

«La sicurezza urbana è un tema centrale, anche nella percezione dei cittadini, e il Comune ha precise responsabilità nel coordinamento con le altre autorità. I recenti episodi hanno però messo in luce gravi carenze: videosorveglianza e illuminazione inefficiente, assenza di un comandante della Polizia Locale e un organico ridotto a poche unità. La prontezza non si misura con annunci o spettacolarizzazioni, ma con un lavoro concreto e costante per colmare queste gravi lacune.»

Quali misure concrete proporreste per rafforzare la sicurezza e la percezione di legalità nella città?

«Occorre rendere pienamente operativi e potenziare i sistemi di illuminazione e videosorveglianza già esistenti, prevedendo nuovi punti di controllo nelle aree strategiche e agli accessi della città. È inoltre fondamentale rafforzare la collaborazione con la Prefettura sul tema della legalità e della sicurezza urbana.»

Quali sono, secondo lei, le priorità che l’amministrazione dovrebbe affrontare quest’anno per migliorare la qualità della vita dei cittadini?

«È necessario partire dalla misurazione della qualità dei servizi pubblici e del benessere sociale, per poi pianificare interventi di lungo periodo. Le priorità devono essere il funzionamento della città, il sostegno ai cittadini con disabilità e a chi, pur potendo lavorare, vive condizioni di disagio economico. L’obiettivo è superare l’assistenzialismo e restituire dignità e autonomia, creando sinergie tra servizi sociali, formazione e attività produttive, e valorizzando i dati già in possesso del Comune, oggi inutilizzati.»

Dopo sette mesi di attività consiliare, ritiene che si stia delineando uno spazio politico e civico per un’alternativa credibile?

«Il sindaco è stato eletto con una percentuale limitata e in città esiste una larga area alternativa a questa amministrazione, oggi però frammentata. Il compito della politica è ricomporre questa divisione senza personalismi, costruendo un progetto chiaro ed essenziale per il governo e lo sviluppo della città. Serve soprattutto recuperare l’identità e la vocazione della comunità, puntando sulla concordia e su valori oggi svuotati di significato come partecipazione, confronto e cooperazione.»

Ci sono iniziative promosse dall’opposizione che ritenete meritevoli di essere integrate nel programma di governo della città?

«È necessario potenziare e rendere più efficiente l’organizzazione comunale, adeguandola alle reali dimensioni della città e ai servizi da erogare, valorizzando competenze qualificate e buone pratiche già sperimentate altrove. Occorre inoltre istituire organismi civici consultivi permanenti, capaci di garantire una partecipazione strutturata dei cittadini al monitoraggio del programma di mandato e alla valutazione dei servizi, trasformando questi processi in interventi concreti di miglioramento.»

Infine, quale messaggio vuole rivolgere ai cittadini che l’hanno sostenuta e a quanti si aspettano da voi una proposta politica seria, costruttiva e coerente?

«Invito i cittadini a riappropriarsi del dovere civico della partecipazione consapevole, andando oltre la semplice delega elettorale. La democrazia vive solo con un coinvolgimento attivo, capace di contrastare la logica del “tanto sono tutti uguali” e i meccanismi della comunicazione manipolatoria. Come consiglieri continueremo a svolgere il nostro ruolo con coerenza, affinché il dibattito pubblico resti verificabile e i cittadini possano esercitare il voto in modo più consapevole.»

LUCIA DARGENIO