Rimpasto di Giunta, assunzione di dirigenti e raccolta differenziata: l’avv. Di Benedetto traccia un bilancio critico dell’amministrazione Lodispoto

MARGHERITA DI SAVOIA - «Tre avvenimenti hanno interessato l’opinione pubblica margheritana negli ultimi giorni: a) la modifica dell’assetto della Giunta comunale; b) l’assunzione di tre dirigenti; c) i dati sulla raccolta differenziata pubblicati dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

All’apparenza sembrano argomenti distinti che riguardano l’incedere naturale di ogni Amministrazione comunale. Per quanto ci riguarda, questi avvenimenti sono collegati e connessi, perché sono la cartina di tornasole di un’attività amministrativa priva di un progetto organico, connotata da improvvisazione, viziata da scelte clientelari e familistiche che investono sia la maggioranza che l’opposizione.

Ma andiamo per gradi.

All’inizio dell’anno è arrivata la preannunciata (ed auspicata) modifica della Giunta (leggi, ndr). Dati i risultati poco esaltanti registrati e denunciati da tempo, mi sarei aspettato una sostituzione degli assessori all’Ambiente ed al Turismo, settori chiave dell’attività amministrativa di una città che, nel turismo, trova la maggiore fonte economica. Il livello di degrado in cui versa la città, a causa di un servizio di raccolta della nettezza urbana scandalosamente inefficiente e di una gestione altrettanto inefficiente del verde pubblico, avrebbe dovuto comportare che gli assessori assegnatari delle relative deleghe venissero sostituiti. Invece no: sono rimasti al loro posto, perché non è il merito il criterio seguito, ma quello della fedeltà acritica e supina dimostrata al Capo, che, incurante degli interessi della comunità - che andrebbero prima di tutto salvaguardati - cinicamente antepone ad essi i propri. Tutti, e non solo gli amministratori, devono essere acquiescenti, se non proni. Chi si oppone o solo esprime riserve o critiche viene zittito; chi dialoga con colui che ha espresso quelle critiche viene segnalato. È capitato che persone e conoscenti con i quali ho avuto modo di interloquire abbiano ricevuto, subito dopo, una telefonata con la quale venivano invitati a riferire l’argomento da me trattato durante quell’incontro.

Insomma, siamo in uno stato di polizia, in un ambiente mefitico, in una situazione etica e sociale degradata che non ha precedenti e che dovrebbe allarmare le coscienze democratiche, da tempo dormienti. Tale modo di procedere si è recentemente affermato con il rimpasto della Giunta: fuori la Muoio (leggi, ndr), che aveva osato dissentire da alcune decisioni del Capo (e Tesoro, ormai felicemente allocato in altro posto); dentro due Consigliere sulle quali esprimere giudizi di natura politica sarebbe ora sconsiderato. Ovviamente, dopo le critiche di una parte dell’opposizione (del solito Quarta [leggi, ndr] e del redivivo Pestillo [leggi, ndr]) e l’assordante silenzio dei consiglieri di Forza Italia, ormai del tutto integrati nella maggioranza - soprattutto dopo l’assunzione nella Andreani Tributi della moglie del suo capogruppo - anche questo episodio passerà nel dimenticatoio, ed il Capo, supportato da un PD senza anima e “senza palle” (il mio amico Delvecchio mi scuserà per l’aforisma), si sentirà ancor più autorizzato a perpetuare la sua condotta illiberale, clientelare e familistica.

Il consigliere Quarta ha sollevato una questione di rilevante interesse pubblico: la legittimità e l’opportunità dell’assunzione di tre dirigenti (leggi, ndr), con una spesa a carico del bilancio comunale di 360.000 euro.

Occorre premettere che l’investimento in capitale umano consente all’amministrazione di raggiungere obiettivi concreti quali la progettazione di servizi più centrati sui bisogni dei cittadini, la semplificazione dei processi burocratici, ecc. Tale scelta, però, presuppone una puntuale analisi ed un esame dettagliato del rapporto tra la dimensione finanziaria e quella organizzativa di un ente pubblico. In altri termini, un’amministrazione oculata deve seguire il criterio dell’appropriatezza tra costi ed organizzazione. Se vi è, per esempio, carenza di Vigili urbani o di altre figure professionali, è doveroso colmare questi fabbisogni prima di nominare quelli che Quarta definisce “generali”. Se tre funzionari costano circa un terzo del costo di tre dirigenti e svolgono le stesse mansioni, i due terzi della spesa avrebbero potuto essere impiegati nell’assunzione di Vigili urbani, dei quali vi è assoluta necessità in una città turistica che viene presa (fortunatamente) d’assalto nel periodo estivo. Si potrebbe obiettare che la spesa sarebbe compensata dal fatto che i servizi potrebbero essere internalizzati, cioè gestiti in economia, ma tale obiezione si scontra con una realtà diversa: tutti i servizi comunali sono appaltati all’esterno, quindi la scelta dell’Amministrazione si traduce in un costo allo stato ingiustificabile. A tutto concedere, avrebbe trovato una qualche giustificazione la nomina di un solo Dirigente, quello dell’Ufficio tecnico, a patto che allo stesso fossero affidati dal Sindaco (che ha mantenuto per sé le deleghe dei lavori pubblici e dell’urbanistica) compiti che attualmente vengono affidati a professionisti esterni, cosa sulla quale è legittimo sollevare qualche dubbio.

Tornando all’ambiente, ha destato un qualche turbamento la pubblicazione sulla Gazzetta del Mezzogiorno (leggi, ndr) di qualche giorno fa di un articolo sulla raccolta differenziata nei comuni della BAT. Un resoconto ancora più desolante di quello che mi aspettavo.

La raccolta differenziata a Margherita di Savoia è pari al 53,16%, ovvero di venti punti inferiore a quella dei comuni più virtuosi, mentre gli introiti dal recupero di plastica, carta, cartone e vetro ammontano a € 321.640 nell’ultimo quinquennio. Un risultato da ridere, se non fosse terribilmente preoccupante; mentre i comuni virtuosi incassano premialità, riduzioni e benefici, Margherita di Savoia resta indietro. La conseguenza è quella che, per coprire il costo del servizio, si aumentano le tariffe della Tari, il cui insostenibile ammontare non deriva dal comportamento rapace della Andreani Tributi (che fa il suo dovere in quanto concessionaria del servizio di riscossione), ma dall’inefficienza del servizio e da gravi responsabilità dell’amministrazione e, in particolare, del Sindaco e del suo fedele assessore all’Ambiente. Bollette salatissime che incidono sui bilanci delle famiglie, già falcidiati da insostenibili aumenti del costo della vita.

Insomma, non vi è un solo settore dell’attuale gestione amministrativa che superi un normale giudizio di sufficienza: sperpero di danaro pubblico; gestione poco trasparente degli appalti (ma di questo mi occuperò in prosieguo); dilapidazione del patrimonio pubblico; disservizi; favori ad amici, clienti e parenti; rimozioni ed avvertimenti, invece, per chi si permette di opporsi o di criticare. Tutto questo con la rassegnata indifferenza di una comunità che non avverte di essere sull’orlo di un baratro, delle forze sociali, dei commercianti e degli operatori turistici, ed anche delle Parrocchie. Sì, anche di esse, perché hanno declinato una delle funzioni fondamentali della Chiesa: quella sociale in ambito politico, attraverso la sua Dottrina Sociale (approfondimenti, ndr).

Mi aspetto reazioni indignate e forse qualche querela (me lo auguro!), ma, nell’ultima parte del mio percorso di vita, non posso rendermi complice, con il silenzio, del degrado della Città che amo e che spero di aver servito con onore e competenza nell’esercizio delle funzioni pubbliche affidatemi.»

Avv. PIETRO DI BENEDETTO