TRINITAPOLI - Si sono svolte lunedì le prime due iniziative programmate dal gruppo FAI Tavoliere Ofantino, diretto dalla professoressa Angela Miccoli, nell’ambito della campagna nazionale #FAI Biodiversità 2025 e della rassegna di promozione della lettura Il Maggio dei Libri, proposta dal Cepell.
La quarta e quinta D della primaria e la prima G della scuola media, accompagnate dai loro docenti, si sono recate nei giardini pubblici di via Marconi, dove svetta maestosa la quercia più vecchia del paese. L’iniziativa era finalizzata a destare l’interesse dei più piccoli sulla tutela dell’albero monumentale, attraverso il racconto dell’esperienza che gli studenti di 65 anni fa avevano avuto ai piedi dell’albero.
A quell’epoca la quercia si trovava nel giardino che apparteneva alla loro scuola. Infatti, l’Istituto di Avviamento Professionale utilizzava il campo, in seguito diventato pubblico, per sperimentare la coltivazione delle primizie ortive fuori stagione.
Un brutto giorno, preside e docenti della scuola si resero conto che le foglie cominciavano ad ingiallire e che qualche ramo stava perdendo la consistenza di un tempo. Ben presto arrivò l’ordine di tagliare la quercia. Si temeva che potesse costituire un pericolo per gli studenti, adusi a sedersi sotto la sua chioma per consumare la merenda o per ripetere la lezione.
Grande fu la protesta di studenti e docenti, che impedirono alla sega di fare il suo ingresso nel giardino. Il preside, insieme agli insegnanti di agronomia, si impegnò a curare la pianta per un anno. Se non ci fosse stato alcun miglioramento, avrebbe accettato di eliminarla.
Grazie al cielo, nella primavera successiva apparve chiaro che la quercia avrebbe continuato a regalare ombra a tutto il vicinato per tanti anni ancora.
Fu organizzata una grande festa, contrassegnata dai canti e dal girotondo che tutti fecero intorno al tronco della loro pianta, ormai diventata il simbolo della forza di volontà di una generazione.
E ancora una volta, gli studenti del 2025, tenendosi per mano, hanno girato intorno al tronco cantando “Per fare un albero ci vuole un fiore…”.
Al termine, tutti sono tornati nelle loro classi con una sacca verde, donata dal Centro di lettura Globeglotter, che conteneva una busta di semi di fiori, il testo della storia La vecchia quercia di Trinitapoli, che la docente storyteller Manuela Kelly Calzini ha scritto e raccontato all’estero durante gli incontri internazionali di storytelling, e un libro.
Questo ultimo dono racchiude una storia che ha dell’incredibile. Il maestro, poeta e pittore Peppino Lupo aveva conservato in una cassetta della frutta, da lui ridipinta, quaranta libri per regalarli alle classi che avrebbero dovuto partecipare a un laboratorio di scrittura creativa, utilizzando gli esercizi suggeriti nella Grammatica della fantasia di Gianni Rodari.
Mi aveva chiesto di collaborare in questa attività, che avrebbe dovuto aver luogo nella primavera di una decina di anni fa. Accadde poi che Peppino Lupo cominciò a stare molto male e il laboratorio non fu più organizzato. Morì nell’estate del 2018.
Il caso ha voluto che la cassetta del maestro, piena di fiabe e in particolare di opere di Gianni Rodari, si sia materializzata proprio il giorno prima del girotondo intorno alla quercia con gli studenti della scuola elementare dove ha insegnato tutta la sua vita.
Ci piace pensare che forse, da lassù, Peppino Lupo abbia diretto un po’ le fila di questa storia. I libri li aveva presi per i bambini. E così è avvenuto, anche se a distanza di 10 anni.
Giuseppe Beltotto ha poi immortalato i momenti di un’iniziativa che di certo avrebbe fatto felice il suo grande amico poeta. (Foto)
La mattinata sulla biodiversità è continuata nella sala Arancio dell’Istituto “Dell’Aquila-Staffa”, dove è stato presentato il volume Puglia. La terra delle querci (Adda Editore), dallo stesso autore, Antonio Sigismondi, noto divulgatore scientifico sulla natura pugliese.
In questo istituto si sta attuando il progetto Verdefuturo, coordinato dalla professoressa Maria Giovanna Peshechera, che ha visto gli studenti mettere le mani in terra.
È programmato nel 2026 il trapianto delle 20 querce-baby, generate dalle ghiande messe a dimora a novembre 2023.
Saranno sempre gli studenti, nei prossimi anni, a curare la crescita delle querce-fragno che, come ha detto Antonio Sigismondi, sono molto presenti in Puglia, insieme al leccio, alla sughera e al cerro.
ANTONIETTA D’INTRONO