Chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, Giannella denuncia il silenzio dei sindaci: «Un fallimento politico. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini»

TRINITAPOLI - L’annunciata chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trinitapoli è una pessima notizia per tutti i cittadini dei tre Comuni ofantini. Dell’intenzione dei Comuni abbiamo appreso solo in questi giorni, nonostante già dall’inizio di dicembre i sindaci Michele Lamacchia e Bernardo Lodispoto avrebbero comunicato la loro indisponibilità a contribuire alla gestione associata dell’Ufficio. Il sindaco di Trinitapoli, di tutta risposta, ha comunicato l’interruzione del servizio dal primo marzo 2026 per l’impossibilità del solo Comune a provvedere all’intera gestione dell’Ufficio.

Mi lascia molto amareggiata il silenzio istituzionale in cui si è consumata questa assurda scelta da parte dei tre sindaci. Probabilmente non si è pienamente consapevoli delle ricadute negative sulle comunità. Il Giudice di Pace è l’unico presidio di giustizia del territorio, la sua chiusura sarebbe l’ennesimo segnale di abbandono verso i cittadini.

Ma soprattutto, in termini pratici, la chiusura vorrà dire che chi avrà necessità di procedere giudizialmente per opporsi ad una sanzione amministrativa, per vedere risarcito un danno a seguito di un sinistro stradale o per risolvere una semplice controversia condominiale, solo per fare qualche esempio, sarà costretto a rivolgersi alla sede del Giudice di Pace di Foggia. Tutto questo comporterà inevitabilmente un aumento di costi e spese. Cosa ancora più drammatica sarà l’inevitabile allungamento dei tempi della giustizia.

È chiaro che molti si vedranno costretti a rinunciare ad agire giudizialmente perché evidentemente scoraggiati. La percezione di giustizia diventerebbe sempre più lontana, il senso di protezione e tutela da parte delle istituzioni si affievolirebbe ulteriormente in un territorio che quotidianamente lamenta la questione sicurezza. A pagarne le conseguenze saranno solo i cittadini.

Infine, non si può trascurare che tutti gli avvocati del territorio ofantino perderanno la prima sede territoriale di riferimento.

Questo è un problema serissimo: se i sindaci non dovessero trovare una soluzione, sarà la consacrazione di un vero e proprio fallimento politico. Non credo che manchino seriamente i fondi, manca piuttosto la volontà e la capacità di trovare una soluzione responsabile e unitaria. Se così dovesse essere, verrebbe fuori tutta la miopia politica degli amministratori. Bisognerebbe iniziare a guardare oltre i confini territoriali e convincersi che la soluzione dei problemi passa necessariamente attraverso la cooperazione istituzionale.

Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia sono parte di uno stesso territorio, siamo una comunità e dovremmo iniziare a comportarci come tale, a partire dalla ricerca delle soluzioni che riguardano problemi così impattanti per tutti i cittadini.

ANTONIA GIANNELLA (Consigliera comunale di Trinitapoli)