SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Il bilancio comunale è tornato al centro del confronto politico, diventando tema di acceso dibattito tra l’Amministrazione guidata dal sindaco Michele Lamacchia e le forze di opposizione. Ad innescare la polemica è stata la delibera di Giunta n. 13 del 26 giugno scorso, con la quale sono stati prelevati 259.283,95 euro dall’avanzo vincolato 2024 per finanziare interventi previsti dal Piano Sociale di Zona.
Un’operazione formalmente legittima, in quanto riferita a fondi a destinazione vincolata, ma che ha sollevato numerosi interrogativi di natura politica e contabile, specie alla luce dei recenti allarmi finanziari lanciati dallo stesso primo cittadino. A meno di un mese dalla denuncia di una presunta “grave sofferenza” delle casse comunali, l’autorizzazione di una spesa superiore ai 250 mila euro ha alimentato sospetti e critiche da parte dell’opposizione.
Il primo affondo è arrivato dal gruppo locale di Forza Italia, che sui social ha messo in dubbio la coerenza del racconto istituzionale: «Il sindaco, appena insediato, ha dichiarato che il Comune è in crisi finanziaria. Ma la Giunta approva una variazione da 260 mila euro? Allora i soldi ci sono, o non ci sono?». Un interrogativo che rispecchia il pensiero anche di altri osservatori, per i quali vi sarebbe una discrepanza tra la narrazione emergenziale e la concreta disponibilità di risorse.
Non si è fatta attendere la replica del sindaco Lamacchia, che ha respinto le critiche parlando di strumentalizzazioni politiche. «Le risorse impiegate - ha chiarito Lamacchia - sono fondi vincolati, destinati esclusivamente al Piano Sociale di Zona. Non possono essere utilizzate per coprire eventuali squilibri di bilancio».
Il primo cittadino ha poi illustrato le criticità riscontrate nei primi giorni di mandato: mancate rendicontazioni della TARI e delle sanzioni, anticipazioni di cassa non regolarizzate, spese per i servizi sociali prive di documentazione e il mancato invio del rendiconto 2023 alla Regione. «Sono problemi seri - ha aggiunto Lamacchia - che compromettono gli equilibri contabili e che potrebbero costringerci a misure drastiche: aumento delle tasse, tagli alla spesa o introduzione di nuove entrate».
Sul fronte opposto, il consigliere comunale Biagio Musci ha evidenziato quella che definisce un’anomalia temporale: «Durante i nove mesi di gestione commissariale - ha dichiarato Musci - lo Stato ha approvato rendiconto e bilancio previsionale. Nessuno ha parlato di dissesto. Come mai questo allarme solo ora?».
Il confronto si sposterà ufficialmente in consiglio comunale il 18 luglio, quando il sindaco presenterà i dati completi relativi alla verifica degli equilibri di bilancio, un passaggio previsto per legge entro la fine del mese. In quella sede, Lamacchia promette trasparenza: «Saranno i numeri a parlare».
Ma la domanda di fondo resta: l’allarme lanciato nei primi giorni del mandato è stato il riflesso di una reale emergenza o una scelta comunicativa per preparare il terreno a provvedimenti impopolari? Le opposizioni sembrano avere già una risposta. La Giunta, invece, punta tutto sulla prova dei fatti.
Redazione CorriereOfanto.it