Torna la Margherita d’oro, ma sembra un fiore appassito

MARGHERITA DI SAVOIA - Dopo due anni di pandemia e restrizioni che hanno avuto ripercussioni anche sui cartelloni estivi, la buona notizia è che torna la “Margherita d’oro” - il noto premio regionale istituito negli anni ’70 dalla Azienda Soggiorno e Turismo - con una serata in programma sabato 16 luglio prossimo. (Programma - Locandina)

Ma superato l’entusiasmo dell’annuncio fatto dal sindaco, Bernardo Lodispoto, in occasione di una delle prime manifestazioni tenute in piazza, sono cominciate a presentarsi una serie di domande alle quali, con tutta franchezza, non riusciamo a rispondere e che, ci auguriamo, possano essere soddisfatte proprio dall’amministrazione comunale.

Torna il premio “Margherita d’oro” ma temiamo, anzi ne siamo certi, in una vesta completamente diversa da quella tradizionale. Non si tratta di andare contro le rivoluzioni, ma di rispettare il protocollo scritto chiaramente in uno Statuto. Il Premio “fu istituito per esaltare i valori umani pugliesi nel mondo e doveva partire dalle Istituzioni tutte (provinciali e regionali). Per Margherita di Savoia, che gestiva questo premio e la relativa manifestazione, era un messaggio pubblicitario per la nuova Europa e, quanto meno, per l’Italia, di questa nostra cittadina, del suo mare, del suo sole e delle sue cure termali”.

Lo abbiamo ripescato quel documento prezioso, scoprendo che i premiati con la “Margherita d’oro” devono essere pugliesi d’origine, espressione di ognuna delle nostre province (oggi ne sono 6, ma al momento della creazione del premio erano 5), che si siano distinte “nei settori vari dell’arte, della cultura, della scienza e dello sport”. Ogni Provincia, si legge ancora nello Statuto, dovrebbe indicare il personaggio da premiare e una scelta spetta anche al sindaco di Margherita di Savoia. E sempre nello Statuto originario, viene indicata la data entro la quale presentare le candidature alla Commissione del premio, della quale dovrebbe far parte anche l’assessore regionale al Turismo.

statuto margherita oro

Ma quelle poche regole, abbastanza chiare, sono state rispettate dall’Amministrazione comunale per questa edizione del Premio? Le personalità alle quali verrà consegnato il riconoscimento, non sappiamo se siano nate in Puglia o abbiano qualche bisnonno o trisavolo pugliese così da farlo diventare oriundo come un qualsiasi Joao Pedro prestato alla Nazionale di Mancini negli sciagurati play off per il Mondiale (al quale, tra l’altro, non ci siamo neanche qualificati). Nell’anno in cui la Puglia ha dominato nelle competizioni sportive, ci saremmo aspettati che la Margherita d’oro fosse assegnata ad una Benedetta Pilato (che ha vinto un titolo mondiale nel nuoto) o all’attrice foggiana Maria Chiara Giannetta (per i suoi successi televisivi). Invece l’Amministrazione comunale ha puntato sui temi della legalità. Scelta legittima e condivisibile, ma poco assonante con il premio Margherita d’oro. La serata del 16 luglio si sarebbe potuta intitolare in maniera diversa, presentarla nel cartellone estivo sotto un’altra veste, senza contravvenire ai dettami della “Margherita d’oro”. Che, per Statuto, dovrebbe essere consegnata nel corso di una serata da organizzare a giugno o settembre, proprio per destagionalizzare il turismo nel nostro paese e consentire di avere ospiti e premiati liberi da altri impegni vacanzieri.

Quella di quest’anno rischia di essere un’edizione un po’ posticcia del premio “Margherita d’oro”, avvenimento che, a nostro modesto avviso, dovrebbe essere il fiore all’occhiello del cartellone estivo.

Redazione CorriereOfanto.it (Foto: Avv. Giuseppe Di Lecce)