Eolico offshore nell’Adriatico meridionale, Quarta (Azione): “Rischio per turismo e ambiente”

MARGHERITA DI SAVOIA - L’Adriatico meridionale, custode di storie e tradizioni pescherecce, è al centro di un acceso dibattito. Vittorio Emanuele Quarta, consigliere comunale di Margherita di Savoia e coordinatore locale di Azione, ha manifestato le inquietudini delle comunità locali riguardo ai progetti di installazione di impianti eolici nelle acque adriatiche.

“Le nostre comunità costiere hanno un legame profondo con il mare, sia per ragioni culturali che economiche”, sottolinea Quarta. Questo legame è ora minacciato da una crescente ansia: l’attuale riduzione delle quantità di pescato potrebbe aggravarsi con l’installazione delle torri eoliche. Oltre a ciò, vi è una marcata preoccupazione per le ripercussioni ambientali, in particolare per l’ecosistema marino.

Numerose sono le richieste autorizzative per impianti eolici offshore, in particolare nel tratto di mare tra Vieste e Bari. Queste aree, come ricorda Quarta, non sono solo fondamentali per la pesca, ma sono anche meta di turismo e luoghi d’investimento sia pubblico che privato.

Il progetto in esame, proposto dalla società Maxima Energia, contempla la realizzazione di due impianti eolici offshore con una potenza complessiva di 2280 MW (approfondimenti). Nonostante questi impianti possano costituire una valida fonte di energia rinnovabile, Quarta rimarca che “i vantaggi economici e lavorativi per i residenti sarebbero marginali se confrontati ai costi ambientali e ai potenziali rischi economici”.

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Un’importante preoccupazione riguarda l’occupazione: la realizzazione degli impianti richiederà l’intervento di specialisti non provenienti dal territorio locale e, una volta terminati, offriranno opportunità lavorative soltanto a pochi residenti. A ciò si aggiunge la potenziale ulteriore flessione dell’industria peschereccia.

Le preoccupazioni non riguardano solo l’aspetto economico. L’ubicazione designata per gli impianti eolici si colloca in una zona dal notevole pregio avifaunistico e paesaggistico. “Stiamo parlando di un tratto d’Italia che necessita di una salvaguardia attenta e continua”, afferma Quarta.

In conclusione, l’adozione dell’eolico offshore nell’Adriatico meridionale genera profonde inquietudini tra le comunità costiere. Oltre a minacciare tradizioni e risorse locali, questi progetti rischiano di danneggiare il valore turistico e ambientale della regione. Il consigliere Quarta, voce delle comunità, insiste sulla necessità di un’analisi scrupolosa di tali proposte. Evidenzia, inoltre, l’importanza di un dialogo costruttivo tra istituzioni, forze politiche e attori del territorio, assicurando che ogni scelta futura valorizzi e protegga il patrimonio locale.

Redazione CorriereOfanto.it

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