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A Trinitapoli, Margherita e San Ferdinando gli animali di affezione non hanno un luogo dove riposare dopo morti

TRINITAPOLI - Lo scioglimento del Consiglio comunale di Trinitapoli per infiltrazioni mafiose viene avvertito dai cittadini anche come un nuovo, faticosissimo inizio di battaglie di civiltà che si pensava fossero arrivate finalmente al capolinea.

Lettere, incontri, proteste, articoli e manifesti si sono sprecati negli anni per risolvere i problemi del randagismo e per dare una sistemazione ai cani sia da vivi che da morti.

A Trinitapoli, Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia gli animali di affezione muoiono due volte. La prima è quando finiscono di respirare e di essere i compagni di vita dei loro padroni, la seconda è quando scompaiono dal perenne ricordo, espresso anche da un cippo, una tomba, un posto insomma dove andare a trovare i loro resti.

Il cimitero degli animali è una scelta di civiltà, oltre che un messaggio concreto di rispetto e di amore verso tutte le creature del mondo.

Valga come esempio la storia di Kira (nella foto di apertura dell’articolo), uno dei cani più popolari di Trinitapoli. La conoscono tutti e molte signore le offrono a pranzo e a cena una ciotola di cibo e le sistemano un tappetino per farla riposare. È molto anziana e non corre più come prima. È stata per anni la guardiana di tutto il quartiere tra via Di Bari e Corso Garibaldi e la compagna di giochi di molti bambini. Ha inoltre dato l’allarme ai vicini abbaiando all’impazzata quando ha visto per terra, dolorante per la caduta, una delle sue benefattrici. Kira non merita di essere completamente dimenticata e tutti le augurano di avere una sepoltura da cristiani. 

Il cimitero degli animali può diventare una lezione “vivente” di umanità delle bestie e degli umani. In Italia ci sono alcune città che hanno messo a disposizione un terreno per la sepoltura degli animali di affezione.

A Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, a poca distanza dalla meravigliosa zona archeologica di Paestum (la città romana sorta sulla colonia greca di Posidonia), è stata adibita un’area a cimitero per animali secondo i dettami della legge regionale. Ma non si tratta del primo caso del genere. Il primo comune ad effettuare tale svolta per omaggiare gli amici a quattro zampe è stato Aulla con il suo Parco degli affetti. Ma anche a Roma, nella “Casa Rosa” vi è un’area destinata a concedere eterno riposo a cani e gatti, alcuni dei quali appartenenti a persone famose. Tra i mille sepolcri agghindati con fotografie, ossi e giochini per cani e gatti riposano il cane del presidente della Repubblica Sandro Pertini e i gatti dell’indimenticata attrice Anna Magnani. Ma c’è stato anche spazio per la famosa gallina di Benito Mussolini.

È così difficile reperire un quadrato di terra comunale per mantenere vivo il ricordo dei nostri amici animali? È possibile per i cittadini scavare o far scavare a proprie spese una tomba in un campo recintato?

ANTONIETTA D’INTRONO