PalaSaline, il consigliere Quarta chiede chiarezza su progettazione e sostenibilità economica dell’opera nel tempo

MARGHERITA DI SAVOIA - A pochi giorni dalla pubblicazione del bando di gara per la progettazione esecutiva e la successiva realizzazione del PalaSaline (leggi), sul nuovo palazzetto dello sport si apre il confronto politico. A sollevare una serie di interrogativi sui costi della progettazione e sull’impegno finanziario a carico del Comune salinaro è il consigliere comunale e provinciale Vittorio Emanuele Quarta, che concentra la propria attenzione sui numeri contenuti negli atti.

Il primo nodo riguarda il percorso progettuale. Il Comune ha già impegnato 169.479,96 euro per il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, comprensivo anche del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, mentre per il successivo livello, quello esecutivo, ora messo a gara, sono previsti altri 79.205,02 euro. Pur riconoscendo che si tratta di due differenti livelli progettuali, Quarta pone l’accento sulle modifiche che, secondo quanto riferito nella nota, sono state richieste dalla Soprintendenza e riguardano i caratteri urbano-architettonici del luogo, le aree esterne, il parcheggio, i materiali e l’inserimento complessivo dell’edificio nel paesaggio: «E allora la domanda è semplice: quanto di quei quasi 170 mila euro spesi per il primo progetto resta davvero utilizzabile? Quanto dovrà essere corretto e quanto dovrà essere rifatto?».

Il consigliere pone inoltre l’attenzione sulle competenze professionali previste nel nuovo appalto, da quelle architettoniche, paesaggistiche, strutturali e impiantistiche all’antincendio, fino al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione. Secondo Quarta, si tratta di professionalità già coinvolte, direttamente o indirettamente, nella precedente fase progettuale. «Non sto affermando che esista automaticamente una duplicazione illegittima. Ma una possibile sovrapposizione di prestazioni deve essere spiegata in maniera puntuale», precisa il consigliere. «Quali attività sono già state pagate? Quali vengono richieste nuovamente? E quale parte dei nuovi 79.205,02 euro riguarda prestazioni realmente ulteriori rispetto al primo incarico?», si chiede l’esponente di Azione.

L’altro fronte riguarda il finanziamento dell’opera. Il PalaSaline ha un costo complessivo di 3.731.000 euro, di cui 1.231.000 euro a carico del bilancio comunale e 2.500.000 euro finanziati attraverso un mutuo agevolato nell’ambito dell’iniziativa “Sport Missione Comune”. È su questo punto che si concentra Quarta: «Questo va detto con chiarezza: non siamo davanti a 3,7 milioni di euro regalati al Comune attraverso un finanziamento a fondo perduto». La determinazione parla infatti di «mutuo passivo presso l’Istituto del Credito Sportivo», un impegno destinato a produrre effetti anche sui bilanci degli anni successivi.

Quanto alla durata dell’impegno finanziario, Quarta osserva che, se il piano di ammortamento del mutuo fosse decennale, il bilancio comunale ne risulterebbe vincolato per dieci anni, ben oltre la durata dell’attuale amministrazione. Da qui la riflessione sulle altre esigenze della città alle quali potrebbero essere destinate le stesse risorse: dalle strade alle manutenzioni, dalle scuole ai servizi sociali, fino alla sicurezza, al verde pubblico, agli impianti esistenti e ai servizi ai cittadini.

Quarta precisa di non essere contrario allo sport né alla realizzazione di un nuovo impianto, ma chiede che una scelta così importante per il bilancio comunale sia accompagnata da un’adeguata programmazione, da un progetto solido e da una valutazione trasparente delle priorità. «La questione, quindi, non è soltanto quanto costa costruire il PalaSaline. La questione è quanto costa progettare, correggere, finanziare e infine sostenere quest’opera nel tempo», conclude il consigliere, ribadendo la necessità di risposte chiare.

Redazione CorriereOfanto.it