SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Si riaccende la polemica politica dopo un post pubblicato da un esponente dell’attuale amministrazione, che promette di mostrare “i disastri lasciati dai predecessori, dimenticando che il predecessore è il viceprefetto”.
A replicare è Roberto Lombardi, ex assessore e primo dei non eletti della lista Adesso San Ferdinando, accompagnato dal capogruppo consiliare Biagio Musci. «Eravamo al palazzetto per assistere ad una partita, un evento pubblico. Nessuno ha scavalcato né violato alcun accesso. Abbiamo semplicemente constatato ciò che chiunque può vedere: cumuli di immondizia, bottiglie di vetro ed escrementi di volatili», chiarisce Lombardi.
L’ex assessore aggiunge che «se qualcuno ritiene sussistano ipotesi di reato, ha il dovere di informare le autorità competenti, non di alimentare sospetti sui social».
Nel suo intervento, Lombardi ricorda che «l’attuale amministrazione, ormai in carica da un semestre, non può più appellarsi al passato». Dopo la gestione commissariale (ottobre 2024 - maggio 2025), costantemente criticata dall’attuale maggioranza consiliare, la responsabilità è oggi interamente di chi amministra. «Se davvero il palazzetto versa in condizioni critiche, allora è lecito chiedersi chi ne avesse le chiavi e gli obblighi di manutenzione tra giugno e ottobre 2025», incalza l’ex assessore.
Lombardi non risparmia un riferimento al cosiddetto “assessore al pulito”, definendolo «più loquace sui social che in consiglio comunale». Secondo l’ex assessore, la manutenzione del verde - regolata da un contratto in essere da € 100.582,14 + IVA per 20 mesi - resterebbe carente, sporadica e, in alcune zone, totalmente assente. «I salici piangenti non sono più una specie botanica: piangono davvero, ma per disperazione, guardando come è ridotto il verde cittadino», aggiunge Lombardi con tono ironico.
Infine, l’ex assessore invita l’amministratore di riferimento (dicitura apparsa sulle determinazioni gestionali) «a fare chiarezza sugli affidamenti diretti sotto soglia e sulla scarsa rotazione delle ditte edili, temi su cui la trasparenza dovrebbe essere la regola, non l’eccezione».
«La città ha bisogno di serietà e buona amministrazione, non di campagne elettorali permanenti», conclude Lombardi.
GAETANO DALOISO