San Ferdinando di Puglia introduce il salario minimo negli appalti, nel segno del lavoro dignitoso e dell’equità sociale. L’Amministrazione Lamacchia è partita col piede giusto

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - La Giunta comunale, su proposta del sindaco Michele Lamacchia, ha approvato una delibera che introduce il principio del salario minimo orario di 9 euro lordi per tutti i lavoratori impiegati nelle attività oggetto di appalti pubblici e concessioni comunali. Si tratta di un intervento di particolare rilievo che si inserisce nel solco delle più recenti raccomandazioni europee e delle pronunce giurisprudenziali in materia di contratti equi e condizioni di lavoro dignitose.

Il provvedimento, adottato a poche settimane dall’insediamento della nuova Amministrazione, conferma un orientamento chiaro e coerente: porre al centro dell’azione amministrativa la tutela dei diritti fondamentali del lavoro, valorizzando al tempo stesso la qualità e la legalità nei processi di affidamento pubblico.

I contenuti della delibera

Con questo atto, il Comune di San Ferdinando di Puglia fornisce indicazioni operative agli uffici comunali affinché:

• nelle procedure di gara venga inserito l’obbligo di applicare il contratto collettivo nazionale maggiormente attinente all’attività oggetto dell’appalto, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative;

• sia verificata la presenza, nei contratti applicati, di un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro lordi l’ora;

• siano svolte attività di monitoraggio e controllo sul rispetto delle condizioni economiche e contrattuali dichiarate;

• siano convocate le organizzazioni sindacali in caso di necessità, per verificare l’effettiva applicazione della norma e la coerenza con l’obiettivo dell’equità salariale.

L’iniziativa recepisce pienamente le indicazioni contenute nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023) e risulta perfettamente in linea con la Direttiva (UE) 2022/2041, che invita gli Stati membri a promuovere retribuzioni minime adeguate attraverso salari legali o l’estensione della contrattazione collettiva.

Un’azione in linea con le migliori esperienze amministrative

Il Comune di San Ferdinando di Puglia si colloca così tra le amministrazioni locali che, in assenza di una norma nazionale sul salario minimo legale, hanno scelto di agire nel proprio ambito di competenza per garantire condizioni minime di tutela ai lavoratori coinvolti in attività pubbliche.

Un percorso già intrapreso da città come Firenze, Napoli, Genova, Livorno e Modena, che hanno adottato atti analoghi introducendo il riferimento ai 9 euro lordi l’ora come soglia minima inderogabile. In molti casi, tali misure sono state accompagnate da sistemi premianti nei bandi di gara, verifiche ispettive, clausole sociali e coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.

Si tratta di esperienze che hanno trovato legittimità nella cornice normativa del Codice degli Appalti, nel principio di equivalenza tra contratti collettivi e nelle interpretazioni dell’ANAC in materia di corretta applicazione delle tutele minime.

Una scelta di civiltà, legalità e giustizia sociale

L’introduzione del salario minimo negli appalti pubblici da parte dell’Amministrazione Lamacchia rappresenta un segnale politico preciso e qualificante, che va oltre il mero adempimento normativo. È una scelta che valorizza il lavoro regolare, contrasta la logica del massimo ribasso e contribuisce a costruire un sistema di affidamenti pubblici più trasparente, responsabile e attento alla persona.

In un territorio dove le condizioni occupazionali spesso risentono di precarietà, sottoccupazione e scarsa contrattualizzazione, questo provvedimento assume una valenza strategica e sociale non trascurabile. Si tratta, in definitiva, di un modello amministrativo che concilia legalità, efficienza e giustizia sociale.

Una direzione chiara fin dall’inizio del mandato

L’approvazione della delibera sul salario minimo rappresenta uno dei primi atti rilevanti della nuova Amministrazione, e si distingue per la sua coerenza con gli obiettivi dichiarati in campagna elettorale: porre al centro della programmazione comunale i diritti, il lavoro, la dignità delle persone. Un segnale di concretezza e responsabilità che lascia intravedere la volontà di imprimere una discontinuità costruttiva rispetto al recente passato, nel segno della buona amministrazione.

Redazione CorriereOfanto.it