TRINITAPOLI - Apre in Corso Trinità la sezione di Sinistra Italiana, dedicata ad Antonio Gramsci. L’iniziativa nasce da un gruppo di militanti che, dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Trinitapoli per infiltrazioni mafiose, ha sentito l’urgenza di contrastare l’indifferenza e lo sconforto di una comunità ferita. L’obiettivo è ampliare gli spazi di partecipazione e rafforzare la democrazia.
Nell’ultimo anno, oltre alle attività proprie delle elezioni amministrative, sono stati messi in campo incontri pubblici sulla pace (Le donne contro la guerra), sulla diminuzione degli armamenti (Poveri ma bellici), i banchetti per la raccolta delle firme per richiedere il referendum sull’autonomia differenziata, le riunioni sezionali sulla proposta dell’amministrazione comunale di istituire i parcheggi a pagamento e approfondimenti, anche con altri partiti, sulla delibera n.15 della giunta municipale, che pretende di controllare la libertà di espressione di un’intera comunità.
Tutte queste iniziative hanno contribuito a riallacciare legami antichi e a dare fiducia ed entusiasmo ai più giovani, delusi da sedicenti partiti autoreferenziali.
L’attuale coordinatore, Franco Carulli, guiderà la sezione fino a giovedì 6 marzo, giorno in cui si terrà il congresso alle 17:30 nel salone dell’Hotel Airone, in via Casupole. Con questo appuntamento prende forma la costituzione di un partito con una sede, un segretario e un direttivo eletti in assemblea congressuale. L’obiettivo principale sarà quello di costruire un futuro migliore, alternativo a quello deciso dall’alto dei palazzi del potere.
Guerre, disuguaglianze economiche e sociali, crisi climatica sono, infatti, una minaccia sulla testa di decine di milioni di persone.

La sezione, che è stata data in comodato dal signor Raffaele Vanni, è una autentica sfida a chi piagnucola dalla tastiera del suo computer e dal divano di casa sull’impossibilità di cambiare un mondo dove il capitalismo ha vinto alla grande e una città dove paura, disinformazione e conformismo hanno dissuaso la gente dal far sentire la propria voce.
Si tratta di formare e di selezionare una nuova e competente classe politica, preparandola come un tempo facevano quei partiti che oggi non ci sono più, sperimentandola in un cursus honorum che parta dalle funzioni minori per, via via, promuovere i migliori a quelle di vertice.
Per molti appare un’utopia, ma le avvisaglie non sono poi tanto sconfortanti. Si pensi, da quanto constatato, all’impegno collettivo di allestimento di una sezione che non viene pagata da alcun leader, che ognuno ha contribuito ad addobbare con una scrivania avuta in dono, con le sedie chieste a nonne ed amici, con quadri recuperati nelle soffitte, con una piccola libreria piena di libri da scambiarsi in lettura e con un programma di incontri periodici con storici, giornalisti, scrittori e docenti universitari.
C’è un solo tavolino dedicato al gioco delle carte, ma chi vorrà utilizzarlo dovrà farlo nei rari momenti in cui non sarà occupato da gruppi di lavoro e di studio.
La storia ha avuto momenti terribili di morte, di povertà e di drammatiche ingiustizie, ma, come Paolo Pietrangeli, nella sua Contessa, faceva cantare e urlare nei cortei di qualche decennio fa: “Le idee di rivolta non sono mai morte”.
ANTONIETTA D’INTRONO
