Quarta-Pestillo senza mezzi termini: “Si voleva mettere a tacere il dissenso, ma il piano è fallito. A lavoro per un’alternativa credibile, libera da ricatti e condizionamenti”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Leggendo la nota dei consiglieri Di Lecce e Galiotta (leggi, ndr) emerge un dato chiaro: stanno facendo di tutto per rientrare in maggioranza, passando dalla finestra dopo essere stati cacciati dalla porta. Il loro comportamento è quello tipico di chi non sa stare all’opposizione e non ha altra ambizione se non rimanere aggrappato a una poltrona, sperando che, prima o poi, qualcuno cada per raccoglierne i resti. Un gioco vecchio, logoro e dannoso, che nulla ha a che vedere con il bene della città.

Questa smania di visibilità li spinge a confondere i cittadini, distogliendo l’attenzione dal vero problema: un paese in declino, soffocato da un’amministrazione incapace e sostenuta da una stampella politica, eletta solo per mettere a tacere il dissenso. Ma il piano è fallito! Chi pensava di governare senza confronto si ritrova ora scoperto e chi cerca di rientrare nei giochi lo fa con un opportunismo che non lascia dubbi.

La verità è sotto gli occhi di tutti: chi oggi ci accusa di incoerenza è lo stesso che ha disatteso i cittadini due mesi dopo aver carpito il loro voto, votando la sinistra al momento del rinnovo del Consiglio provinciale, favorendo così, con il loro voto, la vittoria di Lodispoto a presidente della Provincia, a danno del rappresentante dello schieramento politico di centrodestra, a cui ipocritamente continuano a dichiarare di appartenere, in cambio della vicepresidenza a un esponente di Forza Italia, deciso senza alcun confronto nello schieramento politico.

A livello locale, invece, incomprensibile appare il silenzio del leader della maggioranza sulla questione IPAB (approfondimenti, ndr). Sarà per non disturbare il sonno di qualcuno che naviga a vista nel perimetro di Forza Italia? Stesso atteggiamento per alcuni promotori locali “del grande inciucio”, che utilizzano il demanio come fosse proprietà privata.

Noi, invece, abbiamo una sola linea: serietà, responsabilità e nessun compromesso al ribasso. Mentre loro tentano di rientrare in maggioranza per pura sopravvivenza politica, noi costruiamo un’alternativa credibile, libera da ricatti e condizionamenti, che non deve riscuotere favori da nessuno. (Leggi)

La nostra città è stata trasformata in un bancomat da chi oggi pretende di dare lezioni. Noi non facciamo parte di questo sistema. Noi siamo altro.

Perché le stampelle politiche sono come i prestiti: prima o poi si restituiscono, con gli interessi. Auguriamoci che il conto non lo paghino i cittadini.»

VITTORIO EMANUELE QUARTA, FRANCESCO PESTILLO