L’assessore Iannella si dimette dal consiglio comunale di Trinitapoli, dopo la sentenza di incandidabilità della Cassazione

TRINITAPOLI - L’assessore Maria Iannella ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale di Trinitapoli, a seguito dell’ordinanza di incandidabilità della Cassazione che ha interessato anche l’ex assessore Roberto di Feo (leggi, ndr). Prenderà il suo posto in consiglio Gioacchino Cicinato, primo dei non eletti della lista “Resilienza Trinitapolese”. In un primo momento, ha tentato di restare al suo posto finché la legge glielo avrebbe consentito, ma poi ha condiviso con la maggioranza che “non potevo rimanere bersaglio degli avversari politici ed ho scelto lo Stato. Ho rispettato lo Stato e le sue leggi, anche se lo Stato non ha rispettato me e la mia storia”.

“Ho interrotto la mia esperienza politica nelle istituzioni - afferma con amarezza Iannella - nel modo in cui mai avrei voluto e mai avrei potuto immaginare, ma non potevo continuare: non avevo più la forza di sentirmi usata. La pena che porterò sempre nel cuore è quella di aver dovuto interrompere la mia carriera politica nelle istituzioni, affiancando il mio nome alla parola mafia”.

A chi le chiede perché si è candidata, chi gliel’ha fatto fare, Iannella risponde: “Non potevo tradire me stessa e i miei compagni di viaggio. Penso su tutti a Roberto di Feo: eravamo stati traditi e lasciati soli da chi (Losapio, ndr) pensava che, scaricando su di noi tutte le colpe, sarebbe riuscito a farla franca ed evitare lo scioglimento del consiglio comunale”. Poi conclude: “Sono un medico prestato alla politica. Torno a fare il medico a tempo pieno. Non rimpiango nulla”.

GAETANO SAMELE