MARGHERITA DI SAVOIA - «È da poco terminato il Consiglio comunale del 19 ottobre e, purtroppo, tendono ad acuirsi polemiche e strali inutili che hanno lo scopo di mortificare i temi trattati in consiglio.
Ad aprire le danze della polemica vacua e priva di contenuti ci ha pensato il primo cittadino, che invece di rispondere nel merito delle mie osservazioni si è impegnato con urla e un mix di temi nel solito tentativo di delegittimazione dell'azione di controllo amministrativo del sottoscritto. Ha dichiarato di avermi segnalato al Ministero (non è dato sapere quale) per le richieste di accesso ad atti (bontà sua) in osservanza dell'articolo 43 T.U.E.L. (che consente ai consiglieri comunali di "ottenere" tutte le notizie, le informazioni e gli atti utili all'espletamento del loro mandato), meravigliandosi che il sottoscritto potesse leggere tutti gli atti dell'albo pretorio e frequentare gli uffici comunali con assidua frequenza (dovrebbe essere la normalità).
Sia chiaro, tali parole non possono intimidire la mia azione politica né tantomeno rallentare la mia azione di controllo di gestione amministrativa (anche con ritardi di consegna degli atti pari ad oltre 90 giorni in alcuni casi). Per tali negligenze, mi vedrò costretto a segnalare tali anomalie alle autorità competenti per verificare se sia in atto un tentativo di omissione o una volontà di limitare l'azione di controllo dei consiglieri comunali.
Ringrazio il presidente del Consiglio comunale per aver gestito e contenuto la foga di chi nel tempo è stato abituato all'aggressione personale e ad opposizioni acquiescenti. I tempi cambiano e c'è la necessità di un serio confronto sui temi posti.
Al presidente del Consiglio comunale, in quanto garante della democrazia in consiglio, chiedo di monitorare quanto segnalato dalle opposizioni nella consapevolezza che saprà ben distinguersi da chi pensa che la casa comune sia la propria casa.»
VITTORIO EMANUELE QUARTA
