MARGHERITA DI SAVOIA - Mi hanno trasmesso questa mattina la registrazione della seduta del Consiglio Comunale del 27 ottobre e dopo aver ascoltato gli interventi sono stato assalito da un sentimento di sconforto perché mi è capitato di assistere ad un Consiglio durante il quale la dialettica politica, basata sul confronto, anche aspro, sui temi all’ordine del giorno, è stata sostituita da urli ed invettive da parte del Sindaco nei confronti di chi si è permesso di disturbarlo, criticandone l’operato e dal solito acquiescente silenzio dei consiglieri.
Per chi ha avuto, come me, l’onore di presiedere consigli comunali nei cui banchi sedevano personaggi di assoluto spessore politico e culturale (penso a uomini di valore come Dino Barra, Michele Lattanzio, Scipione Dipace, Tonino Capacchione, Michele Diella, Antonio Di Lecce, Ennio Tozzi, Italo Pugliese, Beniamino De Sio, ecc.) il Consiglio del 27 u.s. è stata la conferma dello scadimento assoluto della politica cittadina, caratterizzata da alterate invettive, da reiterati insulti, da ripetute minacce nei confronti di chiunque osa dissentire, da controlli su chi si riunisce, dalla intimidazione degli avversari che osano disturbare il manovratore. Il tutto poi condito da un insopportabile abuso del potere, da una gestione della cosa pubblica clientelare e familistica senza precedenti, dalla gestione dei lavori pubblici con affidamenti di lavori a trattativa privata a rotazione.
Non risponderò alla Consigliera Elena Muoio alla quale devo, invece, porgere pubblicamente le mie scuse se si è sentita offesa dal termine “appecoronati” da me usato per indicare il comportamento di alcuni consiglieri comunali di opposizione. Lei non fa parte della schiera degli “appecoronati”, anche perché non fa parte dell’opposizione. La parola, che non ha il significato attribuitole da chi o è in mala fede o si limita a leggere qualche fumetto, è un neologismo, il cui sinonimo è “appiattito”, termine che nel gergo giornalistico e/o politico indica colui o colei che si comporta in maniera acritica e servile. La consigliera avv. Elena Muoio, che nel suo intervento ha dichiarato la sua indignazione (invero del tutto fuori luogo per le ragioni innanzi esposte, non è “appecoronata” è solo una fantastica esponente politica che incarna la figura della perfetta “giravoltista”.
Tornando al Consiglio comunale, speravo di poter ascoltare gli interventi sugli argomenti posti all’ordine del giorno; era ragionevole aspettarsi un dibattito sui temi di finanza locale o sulla legittimità della proposta di addendum alla convenzione con il Circolo Tennis con il quale si proroga un contratto in violazione della normativa nazionale e comunitaria che impone il ricorso alla gara. Mi sarei aspettato una richiesta di chiarimento sull’ultimo affidamento di lavori (quello della biblioteca comunale per un ammontare di circa € 150.000,00 in favore della Ditta Di Giorgio Cosimo) che merita un approfondimento almeno sulla qualificazione professionale della ditta affidataria che, come ho rilevato dalla visura camerale, svolge una (per me eccellente) attività nel settore della installazione e manutenzione di impianti di condizionamento e riscaldamento, ma che non risulta effettui attività nell’edilizia.
Ho, infine, ascoltato l’intervento del Sindaco dal quale attendevo un approfondimento sul tema della salina, delle terme, un qualche chiarimento sulla grigia vicenda del permesso di costruire rilasciato alla IFE s.r.l. per la realizzazione degli interventi edilizi che interessano gli ex siti del mercato coperto-scuola media e della scuola Distaso. Niente di tutto questo. Un intervento, il suo, privo di contenuto, alterato da uno stato di collera e di livore che trasudava da ogni parola e che tradiva la linearità logica della sua esposizione. Un attacco personale a chi scrive, infarcito di falsità, di astio e di velenoso rancore solo perché avrei osato osteggiare la sua “illuminata, efficiente ed illibata” attività amministrativa; di seguito ho assistito ad attacco personale ad una Consigliera di opposizione, colpevole di aver svolto semplicemente una doverosa funzione di controllo sulla sua attività amministrativa e di aver contestato la sua gestione della cosa pubblica.
Fa parte, ormai, del suo costume: allettare e premiare gli acquiescenti e gli appecoronati, aggredire chi lo contesta o chi non si piega ai suoi voleri.
Una delle ragioni che mi hanno spinto ad occuparmi della mia città (e lo farò con maggior impegno), è la avvertita necessità di liberarla da una cappa asfissiante ed insopportabile di oppressione, di prepotenza e di mal governo che l’avv. Lodispoto magistralmente rappresenta.
Poiché bisogna fare chiarezza su tutto quanto ho finora denunciato, sfido l’avv. Lodispoto a realizzare il suo proposito di denunciarmi alla Procura della Repubblica. Io non l’ho ancora fatto perché non ho mai trasferito il confronto politico sul piano giudiziario, né con denunce, né con esposti anonimi. Il suo annunciato e mai realizzato proposito, però, mi spinge a superare ogni remora: invierò, la prossima settimana, alla Procura un esposto dettagliato perché è tempo di fare chiarezza sulle vicende da me denunciate.
Avv. PIETRO DI BENEDETTO