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Di Benedetto: “È l’amministrazione dell’(af)fare privato. Clientelismo, patrimonio pubblico non curato, assenza di controlli: un quadro devastato. I Margheritani si sveglino!”

MARGHERITA DI SAVOIA - «Acquisire posizioni di potere promettendo e concedendo in cambio benefici personali ai propri sostenitori è una pratica antica che, comunemente, si qualifica con un sostantivo: clientelismo.

Esso è spesso tollerato se si traduce in decisioni o comportamenti che non offendono la pubblica decenza; diventa intollerabile quando questo limite viene superato.

Durante le mie quotidiane passeggiate ho visto eseguire dei lavori in una aiuola nei pressi di via Duca degli Abruzzi, in prossimità della filiale del Banco di Napoli, culminati nella realizzazione di una colonna in cemento armato, rivestita di marmo. Ho chieste lumi sulla finalità di quella che appariva essere una stele commemorativa e, non senza un evidente imbarazzo, il consigliere comunale al quale ho posto la domanda mi ha informato che trattavasi di una stele commemorativa dei caduti sul lavoro. L’imbarazzo manifestato dal consigliere ha trovato, qualche giorno dopo una spiegazione. La stele è stata collocata per volontà della Consigliera Ada Patella ed è commemorativa del suo compianto marito Savino Riglietti.

Ognuno ha il diritto (ed il dovere) di onorare la memoria dei propri defunti, ragione per la quale non può essere oggetto di biasimo la volontà della consigliera Patella, signora elegante e raffinata, di ottenere la collocazione del ceppo con dedica. Quel che è biasimevole è il permesso, di natura squisitamente clientelare, rilasciato dalla Amministrazione attraverso l’adozione di una deliberazione della Giunta Comunale, con il parere favorevole dei funzionari responsabili. Un abuso d’ufficio intollerabile che si aggiunge ai tanti (troppi) abusi che connotano l’incedere dell’Amministrazione Lodispoto.

In questa lunga estate ho avuto modo di registrare quanto di peggio possa capitare ad una cittadina la cui economia dipende in buona parte dal turismo: strade invase da rifiuti, verde pubblico in stato di abbandono, viabilità compromessa da occupazioni abusive, patrimonio pubblico devastato dall’incuria e dalle attività di imprese edili senza scrupoli, assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine (con buona pace della Prefetto al quale si assegna anche la Margherita d’oro!!). Insomma un quadro devastato di una città che sopravvive grazie al sacrificio dei piccoli imprenditori, titolari di esercizi pubblici eccellenti, di stabilimenti balneari di prim’ordine, di strutture ricettizie accoglienti, che suppliscono al degrado, alla mancanza di programmazione turistica da parte di una amministrazione che affida la responsabilità ad una associazione (la Pro-loco) dedita alla organizzazione approssimativa di eventi (Miss Margherita e fiere dell’artigianato che di artigianato non hanno niente) che non apportano, per essere generosi, alcun beneficio in termini di promozione turistica alla città.

Ma quel che più indigna è la faccia tosta di qualche amministratore che parla di Amministrazione del fare. Si, si può essere d’accordo, a patto che il “fare” sia preceduto dal una vocale ed una consonante “af”. È, in effetti, l’amministrazione dell’(af)fare privato (vedasi l’affare Terme, l’affare scuola Distaso, l’affare Mercato coperto ecc.), dei provvedimenti a favore dei suoi sodali, dello stravolgimento delle regole.

La misura è colma!!. I Margheritani si sveglino dal torpore e dalla assuefazione in cui sono precipitati e, senza alcun timore, si facciano sentire.

Ognuno faccia la sua parte. Io sono pronto a battermi senza alcuna ambizione politica, non essendo candidato a niente, per la formazione di una nuova classe dirigente, composta da giovani donne e uomini che abbiano voglia di impegnarsi per il bene pubblico che, a ben vedere, è il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti.»

Avv. PIERO DI BENEDETTO

cronaca mar stele 04