Canosa di Puglia candidata al prestigioso Premio “Francovich”. Voto online aperto fino al 18 gennaio

CANOSA DI PUGLIA - L’archeologia continua a rappresentare una delle risorse più preziose per Canosa di Puglia, una leva culturale e identitaria su cui l’Amministrazione e le realtà locali hanno investito con decisione. In quest’ottica, giunge la candidatura della città al prestigioso Premio “Riccardo Francovich”, un riconoscimento conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ai migliori esempi di valorizzazione del patrimonio archeologico italiano.

Promossa dalla Fondazione Archeologica Canosina, la candidatura riguarda nello specifico la Canosa paleocristiana, e accende i riflettori su tre tesori della città: la Basilica di San Leucio, il Battistero di San Giovanni e la Catacomba di Ponte della Lama. Un complesso archeologico di straordinaria rilevanza, che negli ultimi anni è tornato al centro dell’attività di scavo e di una rinnovata progettualità scientifica e divulgativa.

Il riconoscimento, che sarà assegnato attraverso una votazione online aperta fino al 18 gennaio 2026, premierà la capacità di coniugare rigore della ricerca accademica e qualità della comunicazione verso il grande pubblico. In questo senso, Canosa di Puglia si candida con tutte le carte in regola, forte delle numerose sinergie avviate negli anni con enti, istituzioni e associazioni culturali a livello locale, regionale e nazionale. A rafforzare questo percorso, anche la recente pubblicazione del volume “Principi, Imperatori, Vescovi” (leggi), ulteriore tassello del progetto di valorizzazione integrata del patrimonio canosino.

«Invitiamo tutta la comunità - afferma l’Assessore alla Cultura e all’Archeologia, Cristina Saccinto - a sostenere una candidatura che rappresenterebbe un risultato prezioso, capace di proiettarci al futuro. Solo ed esclusivamente una votazione massiccia potrà determinare l’esito positivo del concorso. L’unione fa la forza».

La partecipazione al concorso è aperta a tutti, con un semplice voto online accessibile al seguente link.

Un’occasione per ribadire che Canosa di Puglia non è solo custode del passato, ma anche laboratorio vivente di conoscenza, identità e sviluppo culturale.

Redazione CorriereOfanto.it