TRINITAPOLI - Dal 2 al 4 agosto 2025, il Comune di Trinitapoli ha aperto uno spazio vivo e condiviso di confronto culturale con la rassegna “Trinitapoli che dialoga”, promossa dall’Assessorato alla Cultura nell’ambito del cartellone estivo Estate 2025. Tre serate dense di parole, voci e riflessioni, che hanno saputo intrecciare l’intimità della scrittura con il desiderio collettivo di ritrovarsi e interrogarsi, oltre la dimensione dell’intrattenimento.
Un esordio all’insegna delle emozioni e delle storie locali
La manifestazione ha preso il via sabato 2 agosto nel piazzale antistante la scuola secondaria “Don Milani-Garibaldi-Leone”, appositamente allestito e trasformato in un suggestivo palcoscenico di narrazioni. A dare il benvenuto al pubblico è stato Kevin Dellino, che con carisma, leggerezza e spontaneità ha saputo creare un clima disteso e accogliente. Dellino ha poi lasciato la scena al giornalista Attilio Romita, moderatore attento e misurato, che ha guidato il dialogo con garbo e profondità, accompagnando il pubblico alla scoperta delle opere presentate.
Protagonisti iniziali due voci locali, Lucia Landriscina e Francesca Sisto, che con La principessa dei castelli in aria e Al di là dei passi hanno portato al centro dell’attenzione due universi complementari: da un lato la potenza creativa dell’infanzia, dall’altro il delicato percorso della crescita interiore. Un dialogo a più livelli, dove la letteratura si è fatta specchio dell’esperienza umana.
A seguire, l’intervento di Ciro Cacciola con Il ragazzo dai pantaloni rosa ha toccato corde più intime e sociali. La conversazione con Romita ha messo in luce le fragilità e le potenzialità racchiuse nel racconto di formazione dell’autore, offrendo alla platea uno spunto per riflettere sul valore dell’identità, dell’accettazione e del coraggio di essere sé stessi.
La seconda serata: donne, sport e resilienza
Il secondo appuntamento, domenica 3 agosto, ha ampliato lo spettro delle narrazioni, abbracciando nuovi temi e registri. La voce di Anna Ieva, con Tacchi all’inferno, ha affrontato le sfide e le contraddizioni del quotidiano femminile, mentre Raffaele Di Biase ha presentato Solo una partita, intrecciando sport, passione e introspezione.
A impreziosire ulteriormente la serata, l’intervento del sindaco Francesco di Feo nel dibattito sul libro Voci in Quarantena ha testimoniato un coinvolgimento istituzionale non formale, ma autenticamente partecipe. Il testo, nato dall’esperienza collettiva del lockdown, è diventato un’occasione per esplorare le ferite e le consapevolezze maturate in uno dei periodi più complessi della recente storia nazionale.
Momento di particolare intensità, l’interpretazione dell’attrice Michela Diviccaro, che ha dato voce a Storie di donne e principi azzurri. Un monologo intenso e misurato, capace di evocare, con sensibilità e forza espressiva, le tensioni tra desiderio, libertà e aspettative sociali.

Una chiusura nel segno della memoria e dell’impegno civile
La terza e ultima serata, lunedì 4 agosto, ha visto protagoniste Anna Borraccino e Sabrina Fiorentino con la presentazione del libro Integriamo la fertilità, aprendo un dialogo su un tema spesso trascurato, ma sempre più centrale nel dibattito bioetico e sociale.
Il momento culminante dell’intera rassegna è arrivato con la presentazione di Mio fratello. Tutta una vita con Peppino di Giovanni Impastato. Prima del dialogo tra autore e moderatore, la scena tratta dal film I cento passi, interpretata da Michela Diviccaro e dal giovane attore Nicola di Feo - noto anche per la sua partecipazione alla serie Le indagini di Lolita Lobosco - ha introdotto il pubblico al contesto emotivo e biografico della vicenda. La loro intensa interpretazione ha saputo restituire la tensione morale, la tenerezza fraterna e la determinazione di una vita spesa nella lotta contro le mafie.
Il racconto di Giovanni Impastato ha riportato al centro la figura di Peppino, non come icona cristallizzata, ma come uomo, figlio, fratello e cittadino impegnato, rafforzando il legame tra memoria privata e coscienza pubblica. Un’occasione che ha saputo riattivare, con onestà e commozione, l’urgenza di un impegno civile che parte dal basso.
Un progetto culturale che unisce e interroga
A conclusione dell’iniziativa, il sindaco Francesco di Feo e l’assessore alla Cultura Giovanni Landriscina hanno espresso piena soddisfazione per la riuscita delle tre serate. Entrambi hanno sottolineato come Trinitapoli che dialoga non sia solo un appuntamento estivo, ma un progetto culturale che restituisce centralità alla parola, alla condivisione e al pensiero critico.
“Questi eventi - ha affermato Landriscina - non servono solo ad arricchire il calendario, ma a dare senso al nostro stare insieme come comunità. Il dialogo tra autori e cittadini è il punto di partenza per una cultura partecipata, viva, che sa interrogarsi sul presente”.
Redazione CorriereOfanto.it