Costituito il Comitato Pro Salapia-Salpi per l’istituzione di un museo per la fruizione del patrimonio archeologico di Salapia vetus, Salapia romana e Salpi medievale

TRINITAPOLI - È tempo, ormai, che il ricco e prezioso patrimonio archeologico di Trinitapoli, di epoca ellenistica, romana e medievale, “incarcerato” da tantissimi anni in diversi depositi della Soprintendenza, possa essere esposto alla pubblica fruizione. A tal fine, si è costituito, con sede presso la Rettoria della Chiesa della SS. Trinità, il Comitato Pro Salapia-Salpi: un comitato cittadino spontaneo, nato con lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Salapia vetus, Salapia romana e Salpi medievale, attraverso iniziative di sensibilizzazione rivolte alle pubbliche istituzioni che, a vario titolo, sono investite del compito di cura, conservazione e studio dei numerosi reperti archeologici salapini-salpitani, magari con l’istituzione di un museo.

Una decisione assunta in quanto i componenti del Comitato sono consapevoli dell’eredità storica e culturale che la città di Trinitapoli può vantare in riferimento alle città di Salapia-Salpi. Infatti, da sempre hanno personalmente seguito con passione e supportato le varie équipe scientifiche delle diverse università e degli studiosi di archeologia che dagli anni ’60 del Novecento ad oggi hanno indagato il sito archeologico salapino-salpitano, come i professori Santo Tiné e Fernanda Bertocchi, dell’Università di Genova, che operarono a Salapia vetus alla fine degli anni Sessanta, o i professori Francesco Biancofiore e Alfredo Geniola, dell’Università di Bari, che nel 1970-71 condussero i primi scavi a Salpi. A Salapia vetus furono effettuati scavi successivi da Giovanna Pacilio, archeologa della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia.

Dal 2013 si sono susseguite campagne di scavo a “Monte di Salpi” (Salapia romana e Salpi medievale) ad opera dei professori Giuliano Volpe, Roberto Goffredo, Giovanni De Venuto e Darian Marie Totten, con la partecipazione di studenti italiani, statunitensi e canadesi. I primi risultati sono confluiti nel volume “Salapia-Salpi 1. Scavi e ricerche 2013-2016”, Edipuglia 2022, già presentato a Trinitapoli nello stesso anno. Un capitolo fondamentale di questa pubblicazione è dedicato alle attività di Archeologia Pubblica che hanno accompagnato un decennio di campagne di scavo a Salapia, periodo in cui la comunità locale, ivi inclusi i componenti del Comitato - attraverso “Salapia Project”, a cura dei ricercatori dell’Università di Foggia - ha acquisito un’ulteriore consapevolezza della necessità di contribuire a far conoscere il patrimonio archeologico a un pubblico sempre più ampio di cittadini. Perfino durante la pandemia da Covid-19, il Progetto di Archeologia Pubblica a Salapia non si è interrotto, ma è proseguito con la realizzazione della “Mappa social di Comunità” che ha visto coinvolti cittadini trinitapolesi di ogni età in una narrazione corale della storia e delle tradizioni locali. La Mappa, infatti, è un’audioguida che racconta a più voci i “luoghi del cuore” della città di Trinitapoli, lavoro di tesi di una studentessa di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Foggia, oggi disponibile sull’app Izi-Travel.

Anche la comunità scolastica si è resa protagonista di importanti progetti culturali tuttora in corso, relativi al sito archeologico della Villa ellenistica in località San Vito, oggetto di studio e scavi sin dagli anni Cinquanta da parte delle ricercatrici Meluta Marin e Catherine Delano Smith. L’Istituto “Dell’Aquila-Staffa” di Trinitapoli, una quindicina di anni fa, ne ha fatto oggetto di studio attraverso ricognizioni, rilievi, ricostruzioni virtuali del sito e rilievi video fotografici effettuati dagli studenti del Liceo.

Obiettivo del Comitato è che le diverse collezioni di reperti archeologici rinvenuti nel tempo, nei siti e nelle campagne di scavo sopra elencati, ora custoditi per ragioni di studio nei depositi delle Università degli Studi di Bari e Foggia, nonché presso i depositi del Museo di Foggia e di Trinitapoli, possano essere portati finalmente alla nuova luce della pubblica fruizione, attraverso un adeguato progetto di valorizzazione da affidare alle principali istituzioni competenti: la Soprintendenza per i Beni Archeologici, le Università e il Comune di Trinitapoli. Il Comitato, oggi, si propone di raccogliere l’impegno di tante generazioni di trinitapolesi che hanno dedicato alla conoscenza e all’amore per le proprie radici tante energie, affinché tale patrimonio possa essere preservato e affidato alla cura delle future generazioni.

A tal fine, il Comitato ha avviato da diversi mesi un’interlocuzione con le suddette istituzioni e, nello specifico, con la dott.ssa Anita Guarnieri, Soprintendente per la provincia BAT e Foggia; con il Prof. Roberto Goffredo dell’Università degli Studi di Foggia; e con i Commissari Prefettizi del Comune di Trinitapoli. Con questi ultimi il Comitato ha avuto due incontri ufficiali: il giorno 6 ottobre 2023 alla presenza della dott.ssa Ferri e il giorno 22 gennaio 2024 alla presenza del dottor Guerra. L’interlocuzione è stata accompagnata da una puntuale e ricca documentazione relativa al Patrimonio “nascosto” e alle varie fasi storiche dei rinvenimenti, fornita dal Comitato Pro Salapia-Salpi ai Commissari Prefettizi, che è stata altresì arricchita da una ipotesi di musealizzazione dei numerosi e preziosi reperti da realizzarsi in una struttura pubblica che andrebbe a completare idealmente quello che per Trinitapoli rappresenta già un polo culturale, ovvero il quartiere in cui sono già attivi e funzionanti il Museo degli Ipogei, l’Auditorium dell’Assunta e la Biblioteca Comunale. La struttura proposta è l’ex sede della “Scuola Media Garibaldi” di via Cavallotti, da destinare a Museo di Salapia-Salpi. Una proposta alternativa a quella del Comitato è stata quella avanzata dagli stessi Commissari, cioè destinare a museo per Salapia-Salpi l’ex Carcere-Tribunale cittadino, struttura che, se dedicata in toto al suddetto progetto, ancor meglio si presterebbe, per dimensioni e misure di sicurezza già in gran parte esistenti, ad accogliere la notevole quantità di reperti delle città di Salapia e di Salpi oggi ancora nascosti e dispersi in più depositi della Soprintendenza.

Il Comitato Pro Salapia-Salpi si è dato anche un “Programma” che accompagnerà, come ci auguriamo, il processo di valorizzazione con diverse conferenze sui temi archeologici sopra esposti, al fine di rendere la cittadinanza partecipe e consapevole del compito di cittadinanza attiva spettante a una comunità che tiene alla propria storia e alla sua continuità.

GAETANO SAMELE