SAN FERDINANDO DI PUGLIA - La Città ofantina non dimentica. L’eccidio avvenuto il 9 febbraio 1948, in cui persero la vita cinque persone: quattro militanti comunisti e un bambino di 7 anni, oltre ad una decina di feriti, per mano di fascisti e qualunquisti, è stata ricordata dall’Amministrazione comunale con una doppia deposizione di fiori, al Cimitero comunale e presso l’epigrafe dell’ex Palazzo dei Vigili in piazza della Costituzione, dalla sindaca Arianna Camporeale. Alla cerimonia commemorativa del Comune ha partecipato anche il Partito Democratico, con il suo segretario provinciale Lorenzo Marchio Rossi. (Video)
Il tragico episodio avvenne il giorno successivo all’apertura della campagna elettorale per le elezioni politiche del 18 e 19 aprile 1948. Mentre i partiti del Fronte Democratico Popolare si apprestavano a dare inizio alla manifestazione elettorale, si registrò l’aggressione da parte di bande di fascisti e qualunquisti che assaltarono la sede del PCI, dell’ANPI e della Camera del Lavoro, sparando sulla folla inerme. Persero la vita quattro lavoratori, militanti comunisti, Nicola Francone, Giuseppe Di Troia, Vincenzo Di Niso e Giuseppe De Michele, ed il piccolo Raffaele Riontino di soli 7 anni, che tentò, inutilmente, di trovare scampo sotto un tavolo della sede ANPI dove si era rifugiato, impaurito dopo aver visto il padre ferito alla spalla da un proiettile. Altre dieci persone rimasero ferite.

L’eccidio ebbe grande risonanza a livello nazionale per il clima esasperato di contrapposizione politica che caratterizzò la vigilia del voto del 1948. La sindaca, Arianna Camporeale, la mattina della ricorrenza, ha deposto una corona di fiori presso il cimitero, e un’altra presso l’epigrafe, in piazza della Costituzione (ex Palazzo dei Vigili).
«Oggi l’Italia sta ancora facendo i conti con quelle contrapposizioni - commenta la sindaca Arianna Camporeale -, per questa ragione è opportuno mantenere viva la memoria, impegnandoci tutti a superare l’odio, i rancori e quelle violenze. Per fare in modo che non abbiano mai più a ripetersi. Solo così potremo onorare degnamente quel sangue versato da parte di chi credeva in un’Italia democratica e repubblicana e per quella ragione vi trovò la morte».
GAETANO SAMELE
