Angelo Lorusso, da Margherita di Savoia alla Fiorentina. Impegno, passione, sacrificio e l’importanza di credere in sé stessi

MARGHERITA DI SAVOIA - In questa intervista esclusiva, Angelo Lorusso ci porta nel cuore della sua passione per il calcio, un viaggio che inizia nelle vie di Margherita di Savoia con un pallone regalato da suo padre Natale e dai suoi zii Michele e Gaetano. La sua storia è un inno alla dedizione, ai sogni d’infanzia che prendono forma sul campo, e al supporto incondizionato della famiglia. Dalle prime partite nella piazzetta di Isola Verde alla svolta professionale con l’A.S.D. Bruno Calcio di San Ferdinando di Puglia, fino ai successi con la S.S.C. Bari e l’arrivo nell’Under 16 dell’A.C.F. Fiorentina. Angelo, con 5 gol e 3 assist all’attivo in questa stagione, ci racconta non solo il suo percorso di crescita sportiva ma anche le difficoltà e le gioie di un giovane calciatore lontano da casa. Ispirato da Francesco Totti, sogna di raggiungere la Serie A, di vincere un Mondiale con l’Italia, e di giocare in futuro nel Liverpool. Il suo messaggio ai giovani di Margherita di Savoia e di tanti altri piccoli comuni è un incoraggiamento a inseguire i propri sogni con impegno e passione. Angelo ringrazia coloro che hanno reso possibile il suo percorso, sottolineando il valore del sacrificio e l’importanza di credere in sé stessi.

Come nasce la tua passione per il calcio?

“La mia passione per il calcio nasce grazie a mio padre Natale, a mio zio Michele, a mio zio Gaetano. Sin da piccolo guardavo le partite con loro, fino a quando mi hanno regalato il primo pallone. Da quel giorno non volevo altri tipi di giocattoli, se non palloni e magliette da calcio. Oggi, se sono qui, è grazie a loro.”

Invece, quando hai iniziato a giocare a calcio?

“A 4 anni i primissimi calci. Successivamente, ricordo le tantissime partite a calcetto nella piazzetta in zona Isola Verde a Margherita di Savoia. Qui comincio a maturare la possibilità di diventare un vero e proprio calciatore.”

Quale la prima avventura sul campo?

“La mia prima avventura si materializza nella vicina San Ferdinando di Puglia. Qui indosso la maglia dell’A.S.D. Bruno Calcio per sei anni: ricordi indelebili! Con loro mi sono trovato benissimo. Davvero dei grandi maestri per me.”

Quando arriva la prima importante ‘chiamata’?

“Dopo 6 anni, la prima grande opportunità della mia vita arriva dopo un provino a Bari. Il provino va bene: divento un calciatore della S.S.C. Bari!”

cronaca mar lorusso angelo 01

Quando arrivi in Serie A alla Fiorentina?

“A Bari trascorro due stagioni. Nella seconda mi distinguo particolarmente partecipando al campionato Under 15 (giocavo sotto età). Su di me si accendono i primi riflettori da parte dei grandi club, in primis della Fiorentina che comincia a visionarmi. Tra le diverse proposte, ad agosto del 2002, ho scelto i ‘Viola’. A 14 anni, per me, è stata una grande gratificazione.”

Come ti trovi alla Fiorentina?

“Non nascondo le difficoltà iniziali: la distanza dalla famiglia, dagli amici e dalla mia Margherita. Infatti, non è facile stare lontano, a 600 km da casa. Ora mi trovo benissimo. Gioco e mi diverto, facendo pure gol: ne ho segnati 5 a cui si aggiungono 3 assist. Il lavoro quotidiano paga! Infatti, oggi in classifica la Fiorentina è in zona play-off.”

A quale calciatore ti ispiri?

“Mi ispiro a Francesco Totti, il mio calciatore preferito sin da quando ero bambino. Spero di diventare un giorno come lui.”

La tua ambizione?

“Vorrei arrivare in Serie A e vincere un Mondiale con la Nazionale italiana di calcio. Questo è il mio sogno.”

cronaca mar lorusso angelo 02

In quale squadra vorresti giocare?

“Da grande, mi piacerebbe giocare nel Liverpool, squadra che ho sempre ammirato.”

Qual è il ricordo più bello di questi primi anni da calciatore?

“Nell’ambito di un torneo vinto col Bari. Fui premiato come miglior calciatore tra tantissimi bravi calciatori di squadre importanti. È stato, sin qui, il giorno più bello della mia vita.”

Chi ti senti di ringraziare?

“Ringrazio mio padre Natale per i tantissimi sacrifici fatti e per quelli che continua a fare per me. Ringrazio la mia famiglia che mi è sempre vicina. Ringrazio il mio primo mister Pino Bruno e il mio ultimo mister Michele Anaclerio. Infine, ringrazio Daniele Bruno, un fratello maggiore per me.”

Cosa ti senti di dire ai più giovani, ai ragazzi di un piccolo comune come Margherita?

“Mi sento di dire di impegnarsi sempre in qualcosa perché, se ci credi e ti impegni, ogni sogno può diventare realtà. Sono solo agli inizi ma spero di coronarne tanti altri ancora. Il sacrificio non è mai vano.”

Redazione CorriereOfanto.it