Castiglione: «Le ragioni per cui siamo contrari a cedere l’ex Municipio alla Guardia di Finanza». La nostra replica: «Avvicinare Forze dell’Ordine e cittadinanza»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Spett.le Redazione Corriere dell’Ofanto, Vi scrivo a titolo personale perché il vostro comunicato (leggi, ndr) merita un approfondimento veloce sulla destinazione dell’ex palazzo di città.

Per prima cosa vorrei dirvi grazie, grazie di esistere, perché siete rimasti uno dei pochissimi luoghi di discussione e di informazione presenti sul territorio, ed è un fatto importantissimo per la vita sociale e politica di una comunità. Grazie per aver pubblicato la nostra nota e vi siate espressi a favore dell’insediamento della caserma della Guardia di Finanza di Margherita nel vecchio Municipio. Grazie perché parlando con diverse decine di persone comuni (imprenditori, impiegati, operai, casalinghe e quindi non solo “intellettuali di sinistra”) mi stavo convincendo che tutti erano contrari alla trasformazione in caserma dell’edificio detto. Adesso ho constatato che c’è anche chi la pensa diversamente.

Veniamo nel merito della vicenda cercando di essere schematici. Siamo contrari a cedere l’ex Municipio alla Guardia di Finanza perché:

1) L’edificio è un bene storico, architettonico e culturale tutelato dalla Sovrintendenza ai beni culturali, che non può subire lavori di adeguamento funzionali all’attività di una caserma;

2) Il problema caserme è una questione che attiene in primo luogo al ministero dell’interno e al ministero delle finanze che gestiscono il demanio pubblico statale. I costi, gli interventi per le nuove caserme devono essere a loro carico. I comuni, nello spirito di leale collaborazione possono essere chiamati a “dare una mano” a trovare una soluzione, ma senza penalizzare le risorse e i beni dell’ente locale che come tutti sanno sono insufficienti. In questo caso il comune dovrebbe cedere un edificio di pregio e di valore considerevole e pagare a proprie spese i lavori di manutenzione senza che lo stato versi un euro. Nel caso in cui i ministeri dichiarino di non avere soldi, a Margherita di Savoia ci sono edifici, terreni ed altri beni che appartengono al demanio statale che possono essere utilizzati o messi in vendita per ottenere risorse per costruire caserme, oppure possono essere ceduti al Comune per un pari valore per compensare l’aiuto. Per questo motivo ci permettiamo di suggerire al Sindaco di coinvolgere nella trattativa i ministeri, e non solo i comandi della Guardia di Finanza che in tale direzione (spesa pubblica) non hanno potere di intervento;

3) È nostro parere che collocare una caserma nel cuore della vita pulsante della comunità creerebbe gravi problemi di vivibilità e sostenibilità per la zona, penalizzando molte attività economiche.

Veniamo alle opportunità mancate:

4) Il vecchio Municipio per la sua storia e per la centralità della posizione dovrebbe essere il luogo di accoglienza privilegiata per i turisti. Non parliamo solo delle funzioni positive svolte dall’attuale Pro Loco, ma di un centro servizi che consente prenotazioni, accoglienza, posti wi-fi, stanze dedicate alle risorse paesaggistiche, naturali, culturali del territorio ecc. Un luogo degno di un paese a prevalente vocazione turistica.

5) Collocare le numerose associazioni culturali, produttive e di volontariato in un luogo di eccellenza e coinvolgerle nella gestione, spese comprese, della struttura.

6) Visionaria sarebbe poi la collocazione di un centro ricerche in collaborazione con le Università del territorio per sviluppare progetti sulle risorse esistenti utilizzando le nuove tecnologie.

L’amministrazione comunale, in questi anni, ha dimostrato una particolare attenzione alle attività culturali e sensibilità verso l’associazionismo volontario. Vogliamo sperare che continui in questo percorso anche in difesa dei nostri beni culturali.

La Guardia di Finanza siamo convinti che comprenderà che il nostro intervento non vuole sminuire il ruolo da essi avuto nella crescita del paese, che ha bisogno della loro presenza per un ulteriore apporto a favore della legalità soprattutto nel rispetto degli spazi comuni e della repressione dei reati legati allo spaccio di droghe, per cui lontana da noi l’idea di un trasferimento della loro sede in un altro comune. Vogliamo per loro una sede più idonea e definitiva.

Infine una breve risposta ad una sterile polemica che ha dato meno valore al vs. comunicato redazionale. L’ultima parte volutamente cattiva, per gettarla in rissa, per non parlare del problema. Da insegnante, con quaranta anni di esperienza posso dire che l’intervento è fuori tema e pertanto lo cancello dalla discussione. Antonio Gramsci, Benedetto Croce, gli autori che si riconoscono nella scuola di Francoforte e tanti altri hanno scritto voluminosi libri sulla funzione dell’intellettuale, e alcuni dell’intellettuale di sinistra, nella società. Vi consiglio di leggerli e capirete le difficoltà a definire ciò che dovrebbe fare o non fare un intellettuale e chiedo scusa se lo dico ma non mi pare che voi siate in grado di farlo.

Vi dovrei ringraziare per avermi attribuito la funzione di “intellettuale di sinistra”, ma non credo di meritarmelo perché confermo di essere uomo di sinistra ma do al termine “intellettuale” un valore così alto e positivo che difficilmente si riesce ad essere tale.

Cordialmente.»

GIUSEPPE CASTIGLIONE

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LA NOSTRA REPLICA

Egregio prof. Castiglione, noi Le siamo grati per la Sua sensibilità sulle differenze di opinioni e per questo cercheremo di risponderLe in modo pacato e “differente”.

A Firenze, così come a Palermo e in altre grandi città storiche ed artistiche, le caserme delle Forze dell’Ordine insistono in edifici storici, non modificati strutturalmente e tutelati dalla Soprintendenza per i beni culturali, che spesso sono sedi di mostre, dibattiti, eventi. Insomma, luoghi di cultura.

Nella Vostra replica, affermate che “una caserma nel cuore della vita pulsante della comunità creerebbe gravi problemi di vivibilità e sostenibilità per la zona, penalizzando molte attività economiche”. Noi, differentemente, pensiamo che spostare la Tenenza della Guardia di Finanza nell’ex Palazzo di Città porterebbe vantaggi ai cittadini, per il miglioramento del presidio da parte di queste Forze dell’Ordine nel centro città (dove recentemente si sono registrati gravi episodi) e per la maggiore accessibilità ai servizi di sicurezza per gli abitanti. “Avvicinare Esercito e cittadinanza”, come dichiarò nel 2019 Giuseppe Sala, sindaco di Milano, in occasione della presentazione del progetto “Caserme verdi” nella cornice di Palazzo Cusani (un altro edificio storico ed artistico) sede del Comando militare Esercito Lombardia.

Il 7 settembre dello scorso anno, è stato siglato l’accordo tra il Comune di Susegana, la Prefettura di Treviso e l’Arma dei Carabinieri che ha previsto il trasferimento dei militari “nella nuova struttura che si trova nel pieno centro del paese, in una palazzina che un tempo ospitava la vecchia sede del Comune (edificio vincolato dalla Soprintendenza per i beni culturali) e ora, dopo la riqualificazione per le nuove funzioni, accoglie i militari dell’Arma. Per l’intervento di ristrutturazione sono stati spesi circa 300mila euro e il progetto di adeguamento dell’edificio ha previsto la redistribuzione degli spazi interni per adeguare i locali alle esigenze operative dell’Arma, oltre alla riqualificazione dei servizi e degli impianti idrico, termico ed elettrico. Successivamente, è stata avviata la seconda parte del progetto che comporterà l’adeguamento sismico della struttura e la definizione dell’alloggio del comandante”.

Susegana è un comune italiano di 11.694 abitanti della provincia di Treviso, in Veneto. Più o meno grande quanto Margherita di Savoia.

Concludiamo: voler accostare Benedetto Croce e Antonio Gramsci alla Scuola di Francoforte (scuola sociologico-filosofica di orientamento neo-marxista) e ai suoi massimi esponenti (Herbert Marcuse, Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno, Louis Althusser e via dicendo) è un triplo salto mortale. Noi li abbiamo letti e continuiamo a leggerli. Forse, dopo quarant’anni dalle prime letture, qualcosa si è perso.

Redazione CorriereOfanto.it

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