SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Costituire una Consulta cittadina dell’Ambiente per affrontare l’annoso problema dei rifiuti e della tutela del territorio. E se a promuoverla non è la pubblica Amministrazione, che la promuovano i cittadini e le Associazioni, affinché sia garantita una informazione corretta e possa essere allargata la partecipazione collettiva ad una questione, quella della gestione dei rifiuti, che è un tema fondamentale nella qualità della vita a San Ferdinando, nel Tavoliere meridionale, in tutta la Puglia.
Questa è la proposta centrale emersa dall’incontro “Pianeta Rifiuti: non solo tassa. Esperienze e punti di vista”, organizzato sabato 10 marzo 2018 dall’Associazione “Orizzonti” di San Ferdinando di Puglia, presso l’auditorium del Centro Culturale Polivalente, con gli interventi di Carlo Casamassima, medico; Ernesto La Salvia, medico, già Sindaco di Canosa; Massimo Pillera, giornalista; Michele Di Lorenzo, avvocato, ambientalista. Ha introdotto e moderato il dibattito, Andrea Patruno dell’Associazione Orizzonti.
Le relazioni hanno affrontato diverse questioni di carattere generale e specifico. Sono stati resi noti i dati dell’Ispra relativi al Catasto Rifiuti che dimostrano una raccolta differenziata inchiodata al 60% (2013 50.6%; 2014 61.5%; 2015 62.3% e 2016 59.5%) con circa 420 Kg per abitante per anno. È stata evidenziata la scarsa capacità di incidere sul totale della produzione dei rifiuti che finiscono in discarica, senza dimenticare il tema centrale della dotazione impiantistica (168 impianti di compostaggio al nord contro solo 64 impianti al sud) che attesta la distanza fra realtà e buone intenzioni.
Gli intervenuti hanno approfondito le questioni amministrative e giudiziarie della zona Tufarelle, a confine fra i Comuni di Canosa e Minervino, della discarica AMIU di Trani e della discarica di contrada Forcone. Ivi compresi i conti SIA e la prospettiva che riguarda non solo la società di gestione ma anche i Comuni proprietari del consorzio. Di fatto l’intreccio fra situazione giudiziaria, analisi ambientale e sanitaria impone a tutti gli attori pubblici e privati una condizione di trasparenza e partecipazione che non può essere delegata solo agli addetti ai lavori.
È evidente, ormai, che senza una radicale inversione delle politiche che finora hanno affrontato la questione dei rifiuti, non ci può essere alcun risanamento nella gestione di un servizio fondamentale per lo sviluppo del territorio. I tempi sono maturi perché si faccia la storia della SIA, perché emergano finalmente le responsabilità politiche di un dissesto più volte denunciato, superando il classico gioco delle parti che contrappone le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, e scongiurando il pericolo drammatico di trovarci, fra non molto, con i rifiuti per strada e con una tassazione alle stelle senza il corrispondente beneficio di un servizio efficiente ed ambientalmente compatibile.
Ecco quindi ribadita la proposta di una consulta che ampli lo scenario degli attori ed affermi conoscenze che devono essere patrimonio collettivo, visto che tutti siamo chiamati a pagare i costi di gestioni al limite della legalità e certamente scorrette.
YLENIA NATALIA DALOISO
