MARGHERITA DI SAVOIA - Oggi, le telecamere della trasmissione E-Planet - il magazine all’insegna della sostenibilità, tra tutela dell’ambiente, attualità e le storie di chi cerca di migliorare il Pianeta con innovazione e inventiva -, in onda su Italia 1, hanno fatto tappa a Margherita di Savoia per raccontare uno dei luoghi più emblematici del paesaggio produttivo e naturalistico pugliese: la salina e la sua estesa zona umida, un’area di straordinaria rilevanza ambientale. Il servizio, intitolato “Una fabbrica naturale”, ha proposto, attraverso le domande e le riflessioni della giornalista Paola Moscardino, un viaggio all’interno della più grande salina marittima d’Europa ancora in attività, mostrando da vicino l’equilibrio che da secoli lega l’attività dell’uomo al rispetto degli ecosistemi costieri. (Video)
Nel corso del servizio, le immagini hanno restituito la dimensione unica del sito, che si estende per oltre 4.500 ettari lungo 20 chilometri di litorale adriatico. All’interno di quest’area, articolata in bacini evaporanti, vasche salanti e altre infrastrutture funzionali, si svolge un ciclo produttivo millenario, basato sull’evaporazione naturale dell’acqua di mare e sulla successiva raccolta del sale marino. Seguendo una tecnica collaudata nei secoli, l’acqua marina viene immessa nei bacini, dove il calore del sole e l’azione del vento ne aumentano gradualmente la salinità. Quando il cloruro di sodio precipita, si procede alla cristallizzazione e successiva raccolta. È un metodo produttivo che richiede tempo, cura e una gestione idraulica accurata, in costante interazione con le condizioni ambientali.
A spiegare il funzionamento della salina e la filosofia gestionale alla base di questo equilibrio è stata Marina Marrone, responsabile Affari Generali e Legali di Atisale S.p.A., la società concessionaria del sito. Marrone ha sottolineato come l’attività produttiva si svolga in piena armonia con l’ambiente, al punto che l’impianto è definito internamente “una fabbrica naturale”. Una definizione che ben descrive la simbiosi tra l’azione dell’uomo e i processi naturali: un esempio di industria sostenibile, in cui il paesaggio non viene alterato ma valorizzato. La produzione del sale, ha spiegato Marrone, si integra perfettamente con la vocazione ambientale del territorio, nel rispetto delle dinamiche biologiche e dei cicli stagionali.
Il servizio ha quindi approfondito l’altro aspetto fondamentale della salina: quello naturalistico. L’intero comprensorio è infatti inserito nella Riserva naturale statale Salina di Margherita di Savoia, istituita nel 1977 e riconosciuta come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar. L’area è un habitat prioritario per numerose specie di uccelli acquatici migratori e nidificanti, ed è considerata una delle zone umide più significative del bacino del Mediterraneo. La coesistenza tra attività produttiva e tutela della biodiversità è resa possibile da un’attenta pianificazione e dal monitoraggio costante delle dinamiche ecologiche.
Ad illustrare il ruolo delle istituzioni nella conservazione di questo ecosistema è stato Ruggiero Matera, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela della Biodiversità di Margherita di Savoia. L’Arma è presente stabilmente sul territorio con compiti di vigilanza, sorveglianza ambientale e monitoraggio faunistico. L’intervento del comandante Matera ha evidenziato in particolare l’importanza dell’area per le specie avifaunistiche: tra queste spiccano i fenicotteri rosa, presenti in colonie che negli ultimi anni hanno raggiunto anche i 7.000 esemplari. La loro presenza stabile è un indicatore biologico di grande valore, che testimonia il buono stato di salute dell’ecosistema.
Il servizio ha anche richiamato l’attenzione sul ruolo cruciale delle zone umide nella regolazione del clima e nella mitigazione del cambiamento climatico. Questi ambienti, infatti, sono in grado di assorbire e stoccare elevate quantità di carbonio atmosferico, contribuendo in modo significativo alla riduzione dei gas serra. Si tratta di un servizio ecosistemico di primaria importanza, che rende le zone umide ancora più preziose in un’epoca segnata dall’emergenza ambientale globale.
Le immagini trasmesse hanno mostrato il paesaggio suggestivo della salina in piena attività: le geometrie perfette dei bacini, le vaste distese d’acqua riflettenti, le grandi montagne di sale bianco che si innalzano come piccole cattedrali minerali, e gli specchi salmastri frequentati da numerose specie di uccelli acquatici. Un paesaggio produttivo ma anche simbolico, che racconta un’antica cultura del sale e, allo stesso tempo, una moderna visione di sostenibilità ambientale.
Il servizio di E-Planet ha offerto così una narrazione completa e documentata della salina di Margherita di Savoia, restituendo l’immagine di un sito che rappresenta un raro esempio di coesistenza tra produzione e tutela ambientale. Qui, l’uomo non è in opposizione alla natura, ma parte attiva di un ecosistema dinamico che produce valore economico, custodisce biodiversità e contribuisce alla resilienza del territorio. In un momento storico in cui la transizione ecologica è al centro del dibattito pubblico, Margherita di Savoia offre un modello concreto di equilibrio tra tradizione e innovazione, fra impresa e conservazione.
Redazione CorriereOfanto.it