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Porre fine ai roghi e alle esalazioni tossiche. Con una petizione i trinitapolesi gridano forte “Mo basta!”

TRINITAPOLI - All’inizio dell’estate, nella campagna che circonda Trinitapoli, arrivano puntuali come le bollette della TARI le esalazioni tossiche provocate dagli incendi di rifiuti di ogni genere. Le proteste dei cittadini, i manifesti e gli articoli che hanno denunciato questo fenomeno estivo, dannoso per la salute di tutti ed anche per i trogloditi che li provocano, sono affogati nel mare del nulla. In verità lo scorso anno i cittadini incominciarono a sperare che “le numerose telecamere che - si disse - erano state sparse e nascoste nei dintorni” avrebbero scoraggiato piromani professionisti, incivili e “appicciafuoco” di passaggio. (Video)

Dopo i recenti episodi incendiari tutti si chiedono che fine abbiano fatto tutte queste telecamere ma, in attesa di saperlo, hanno gridato tutti in coro “mo basta”!

L’iniziativa della petizione popolare on line, presa da Raffaele Di Biase, redattore de Il Peperoncino Rosso ed autore di numerosi articoli sull’argomento (leggi, ndr), sta riscuotendo una serie di adesioni da parte di associazioni, partiti politici e privati cittadini che si sono resi conto che non è più tempo di attendere che qualcuno dall’alto spenga il fuoco della protesta con qualche pannicello caldo o promessa rituale. Il testo della petizione che segue può essere firmato on line:

PORRE FINE AI ROGHI E ALLE ESALAZIONI TOSSICHE A TRINITAPOLI

Da qualche anno il territorio di Trinitapoli è vittima di roghi ed esalazioni tossiche provocate da piromani senza scrupoli, incauti, incoscienti o veri e propri criminali ambientali. Al malcostume diffuso di incendiare gli scarti agricoli o i campi al termine del ciclo produttivo (o semplicemente all'inizio o al termine della giornata lavorativa), si aggiungono le nuove pratiche di incenerimento volontario di rifiuti di ogni genere, anche a fini di lucro.

Trinitapoli potrebbe vantarsi di un territorio unico al mondo, immerso nelle campagne del tavoliere e incorniciato dalle bellezze di una delle zone umide più caratteristiche d'Europa. Accade, invece, che quotidianamente chiunque faccia ingresso nel territorio, tra cui molti turisti, scorga già in lontananza i roghi perenni di quello che si è trasformato in un vero e proprio inceneritore diffuso a cielo aperto. Una nuova terra dei fuochi.

Il problema non riguarda solo Trinitapoli. Si tratta di un malcostume generalizzato che si innesta su un contesto piagato da varie forme di criminalità. Tuttavia, urgono soluzioni efficaci e immediate per tutelare la salute dei residenti (l'incidenza dei casi di cancro nell'area è incredibilmente aumentata negli ultimi anni), l'attrattività del territorio a fini turistici, una pacifica e serena convivenza tra le diverse realtà imprenditoriali insistenti sul territorio.

In particolar modo, con l'arrivo dell'estate - stagione che potrebbe rappresentare uno straordinario momento di sviluppo turistico - il fenomeno di roghi ed esalazioni tossiche si fa più evidente. I campi che circondano l'abitato vengono dati alle fiamme dopo il raccolto, con tutto quello di cui sono ricettacolo in termini di materiali plastici, immondizia, sostanze inquinanti, tutti elementi che con gli incendi vengono aerodispersi e proiettati nei polmoni dei trinitapolesi e dei malcapitati turisti. Cumuli di immondizia fanno bella mostra nei luoghi di periferia più disparati, prontamente dati alle fiamme nottetempo. Scarti di ogni genere, come gli elettrodomestici esausti, vengono raggruppati e dati alle fiamme per ricavarne metalli da rivendere in nero. Le autorità, quando vengono interessate, nel migliore dei casi protestano la propria impotenza.

È giunta l'ora di dire basta a tutto questo. Le autorità preposte al controllo del territorio devono attivarsi a tutela della salute dei cittadini e punire i responsabili di questi veri e propri attentati quotidiani alla vita e al benessere dei cittadini di Trinitapoli. Con questa petizione si chiede che le autorità territoriali e statali non abbandonino i propri figli a un destino crudele di malattie, esalazioni tossiche, povertà, degrado, inciviltà.

Un popolare e arguto contadino comunista del secolo scorso, il trinitapolese Vito Leonardo Del Negro, usava chiudere i suoi comizi di protesta con questo incitamento: “Compagni, ricordatevi che dove sputa un popolo si forma un lago”.

La petizione popolare sarà il lago che spegnerà i roghi di Trinitapoli?

ANTONIETTA D’INTRONO (Foto: Il Peperoncino rosso)

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