TRINITAPOLI - Sport, partecipazione e solidarietà si sono incontrati al “Gimmelli Stadium” per la terza edizione de “La sfida per la cura”, la manifestazione organizzata con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca sul diabete di tipo 1.
L’iniziativa, ospitata il 12 agosto negli spazi annessi al Convento dei Padri Cappuccini di Trinitapoli, ha richiamato ancora una volta la comunità attorno ad una causa che unisce sensibilizzazione e sostegno concreto alla ricerca scientifica. A promuoverla è stato Mimmo Di Biase, responsabile regionale della Fondazione Italiana Diabete (FID) e padre di Michele, giovane affetto da diabete di tipo 1.
La serata si è aperta con le partite riservate ai giovani calciatori della scuola calcio ASD Soccer Trinitapoli, guidata da Ugo Catto, protagonisti di un momento dedicato allo sport e alla condivisione.
A seguire, il campo ha ospitato l’incontro tra la rappresentativa dei Casalini emigrati e quella delle Vecchie Glorie, capitanate rispettivamente da Luigi Russo e Nicola Vitobello. Una sfida dal forte valore simbolico, capace di riunire generazioni diverse e trasformare una partita di calcio in un’occasione di partecipazione collettiva a sostegno della ricerca.
A condurre la manifestazione, in qualità di speaker, è stato Giuseppe Acquafredda, fiduciario comunale del CONI. Alle premiazioni conclusive ha preso parte anche il sindaco di Trinitapoli Francesco di Feo.
Importante anche il contributo dell’Associazione Volontari Soccorritori “Casaltrinità”, che ha collaborato allo svolgimento dell’iniziativa, inserendosi nella rete di associazioni e volontari impegnati per la riuscita dell’evento.
Le quote di partecipazione e le donazioni raccolte nel corso della serata saranno destinate alla Fondazione Italiana Diabete, impegnata nel sostegno alla ricerca scientifica e clinica sul diabete di tipo 1 in collaborazione con università ed enti di ricerca.
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune cronica che interessa frequentemente bambini e ragazzi e richiede una gestione quotidiana e continua. Proprio il finanziamento dei progetti di ricerca finalizzati all’individuazione di una cura definitiva rappresenta il principale obiettivo della manifestazione.
«La cura definitiva al diabete di tipo 1 può arrivare solo dalla ricerca - ha ribadito Mimmo Di Biase -. Il nostro obiettivo principale è raccogliere fondi per finanziare i migliori istituti di ricerca, i ricercatori e le ricerche più promettenti». Accanto alla raccolta fondi, Di Biase ha sottolineato anche l’importanza di una corretta informazione sulla malattia e della diffusione degli aggiornamenti sui progressi compiuti dalla ricerca scientifica.
Con la terza edizione de “La sfida per la cura”, Trinitapoli ha così rinnovato un appuntamento che attraverso lo sport prova a trasformare la partecipazione della comunità in un sostegno concreto alla ricerca.
GAETANO DALOISO