MARGHERITA DI SAVOIA - Una comunità intera raccolta intorno ad un traguardo importante: i cinquant’anni dell’AVIS comunale. Domenica 31 agosto scorso la città salinara ha celebrato un anniversario che non è stato soltanto occasione di festa, ma anche di memoria e di riflessione sul valore del dono.
La giornata si è aperta all’alba con una passeggiata organizzata insieme all’associazione “Margherita Cammina”. Un momento simbolico, vissuto sul lungomare e lungo il porto canale, per accogliere il nuovo giorno e ricordare che donare sangue significa regalare sempre un’alba di speranza, per chi riceve e per chi dona.

Nel pomeriggio, il raduno presso la sede AVIS ha dato il via alla sfilata dei labari delle consorelle e delle associazioni locali, culminata con la deposizione della corona d’alloro al monumento ai caduti in Piazza Libertà. Un gesto che ha voluto legare la memoria del sacrificio alla gratitudine verso i donatori che, in mezzo secolo, hanno scritto una pagina fondamentale della vita cittadina.
La celebrazione è proseguita nella chiesa del Santissimo Salvatore con la Santa Messa presieduta da don Matteo Martire, che ha voluto ricordare due figure care alla comunità: il professor Antonio Dipace, a cui è intitolata la sede AVIS, e il poeta e storico Emanuele Amoroso, custode della memoria e dell’identità collettiva.

La sera, Piazza Libertà si è trasformata in un palcoscenico di emozioni. I ragazzi di Kinderballet, guidati da Rosa Lacerenza, hanno incantato il pubblico con coreografie di danza classica e spettacolari esibizioni aeree, seguiti dalle letture poetiche curate da UNITRE, con testi in dialetto salinaro interpretati da Anna Maria Dipaola e Tommasa Francavilla (presidente dell’Associazione Terra Salis) e dal prof. Giuseppe Daloiso, autore di tutti i sonetti e della proposta complessiva delle poesie, accompagnati dalle immagini suggestive di “Margherita Antica e Moderna” curate dall’ing. Enzo Russo per la Cooperativa di Comunità “Margherita”.
Sul palco è salito poi il presidente dell’AVIS, Giuseppe Zaccaro, che con orgoglio ha ripercorso mezzo secolo di impegno e solidarietà: “Cinquant’anni fa, nello stesso giorno e alla stessa ora, in una stanza delle terme, un gruppo di cittadini motivati da spirito civico e generosità diede vita a quella che sarebbe diventata una delle più belle realtà del nostro territorio. Da allora, ogni donazione ha avuto un peso enorme, perché donare sangue non è solo un atto medico, è un gesto d’amore, un segno di civiltà, un modo per dire: io ci sono, per te”.
Non sono mancati i momenti istituzionali: il sindaco Bernardo Lodispoto ha sottolineato il valore sociale e culturale dell’associazione per la comunità, mentre don Michele Sciotti ha ribadito la forza dell’AVIS come “famiglia allargata”, capace di trasmettere valori condivisi alle nuove generazioni.
La musica ha arricchito la serata con le voci di Domenico Cioffi da Cerignola, Grazia Galiotta e Michael Grimaldi da Margherita e Nino Colabufo da Barletta. A scandire i tempi dello spettacolo, con energia e simpatia, il DJ Florindo Ricciuti, volto familiare della città.

Il programma ha visto la partecipazione di numerose realtà associative - UNITRE, Terra Salis, Cooperativa di Comunità “Margherita”, Kinderballet, Fare Natura e Margherita Cammina - che hanno contribuito a creare un mosaico di energie, testimoniando come unendo le forze sia possibile costruire eventi di valore e comunità più solide.
Il cinquantesimo anniversario dell’AVIS di Margherita di Savoia si è così rivelato non soltanto una festa, ma un nuovo inizio. Lo ha ricordato lo stesso presidente Zaccaro, rivolgendosi ai più giovani: “Questo anniversario non è un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Continueremo a camminare insieme, passo dopo passo, perché c’è ancora tanta vita da donare”.
E, mentre la piazza applaudiva, il senso di comunità restava il vero protagonista di una giornata che ha unito memoria, gratitudine e speranza.
Redazione CorriereOfanto.it