Mimmo Di Biase alla ‘Venice Marathon’ su invito della Fondazione Italiana Diabete, per finanziare la ricerca scientifica e clinica

TRINITAPOLI - Mimmo Di Biase di Trinitapoli, padre di un ragazzo, Michele, affetto dal diabete di tipo 1, malattia autoimmune che colpisce prevalentemente bambini e ragazzi, partecipa a Venezia, il 27 ottobre 2024, alla 38^ edizione di “Venice Marathon” su invito della Fondazione Italiana Diabete, che ha inteso premiare i migliori 20 progetti presentati donando loro un pettorale per la partecipazione alla gara. Mimmo Di Biase si è classificato al primo posto con “Gambe e Cuore - Sostieni la ricerca”, avendo raccolto la somma di € 4.795,00. L’obiettivo è di finanziare, attraverso la partecipazione all’importante manifestazione, la ricerca scientifica e clinica in collegamento con le Università per trovare una cura definitiva al diabete di tipo 1, in quanto, ad oggi, non vi è possibilità di guarigione.

Nei pazienti affetti da questa patologia cronica, che coinvolge oltre mezzo milione di bambini e giovani, il pancreas produce poca o nessuna insulina, con il risultato di una distruzione autoimmune delle cellule delle isole pancreatiche che producono insulina, comportando l’assunzione di questa sostanza per tutta la vita. L’intera somma raccolta sarà devoluta per la realizzazione di un progetto di ricerca nell’ambito del trapianto di isole o cellule staminali, o nell’ambito della prevenzione della malattia. Con 25 mila euro si potrà finanziare il lavoro di un giovane ricercatore per un anno. Così, la Federazione Italiana Diabete ha deciso di prendere parte alla “Venice Marathon”, quella di 10 km, che presenta uno dei percorsi più suggestivi al mondo, in quanto permette di attraversare le calli di Venezia, vivendo il fascino di un “abbraccio virtuale” con arte, storia e cultura.

“Mi sono preparato a correre la ‘Venice Marathon’ con la Fondazione Italiana Diabete - afferma Mimmo Di Biase - per sostenere la ricerca, per trovare, quanto prima, una cura per questa malattia che colpisce tanti bambini nel mondo”. Poi aggiunge: “La vita della mia famiglia è cambiata all’improvviso quando a mio figlio Michele è stato diagnosticato il diabete di tipo 1. Un fulmine a ciel sereno che ha stravolto i nostri equilibri”. Infine, conclude: “Ogni donazione è un passo avanti verso un futuro senza più paure e limitazioni. Immagino un mondo dove Michele possa mangiare una fetta di torta senza preoccuparsi delle conseguenze. Un mondo dove i genitori non debbano più temere per la salute dei loro figli. Questo è il sogno da raggiungere e per il quale sto combattendo”.

GAETANO SAMELE