Lamacchia chiede il commissariamento del circolo PD di Margherita di Savoia: «No ad alleanze spurie e con avversari del PD»

MARGHERITA DI SAVOIA - Il sostegno all’amministrazione di Bernardo Lodispoto divide il circolo cittadino del Partito Democratico e la segreteria provinciale. Michele Lamacchia, segretario del PD BAT, ha proposto il commissariamento del circolo di Margherita di Savoia, chiedendo al segretario regionale la nomina di un commissario. La richiesta, resa nota oggi, domenica 4 ottobre, arriva a poche ore dal comunicato con cui i democratici salinari avevano difeso la collaborazione con il sindaco e rivendicato l’autonomia delle proprie scelte politiche (leggi).

Lamacchia riferisce di aver sottoposto alla Direzione provinciale «l’anomala situazione» di un circolo che, a suo giudizio, «sostiene un sindaco e una amministrazione comunale avversaria del PD». Il riferimento è al doppio ruolo di Lodispoto, che è anche presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani.

Il segretario del PD BAT fa riferimento alle ultime elezioni provinciali, nelle quali il primo cittadino salinaro e la sua maggioranza comunale hanno presentato liste contrapposte a quella del centrosinistra. Lamacchia ricorda inoltre che il partito, con il proprio gruppo provinciale e i suoi sindaci, è all'opposizione in Provincia e contesta da tempo le politiche del presidente in materia di ambiente, edilizia scolastica, viabilità e assunzioni.

Lamacchia chiarisce quindi le finalità della richiesta: «Al fine di garantire una maggiore coerenza dell’azione politica del Circolo cittadino con gli indirizzi del Partito nazionale, regionale e provinciale e di favorire un necessario percorso di riorganizzazione e rilancio dell’attività politica sul territorio, ho proposto il commissariamento del Circolo, chiedendo al Segretario Regionale la nomina di un commissario». Il titolo del comunicato sintetizza la posizione: «No ad alleanze spurie e con avversari del PD».

Di segno diverso la posizione espressa dal circolo cittadino poche ore prima. I democratici salinari avevano ricordato che la collaborazione con Lodispoto era iniziata dopo le amministrative del 2018, d’intesa con gli organismi provinciali, e si era consolidata nel 2023 attraverso un accordo politico più strutturato, ritenuto coerente con il centrosinistra e con la linea nazionale del partito. Pur senza propri rappresentanti in giunta, il PD locale aveva rivendicato un contributo alla definizione degli indirizzi amministrativi, mantenendo un ruolo di «voce critica e propositiva».

Il contrasto tra il PD provinciale e Lodispoto affonda le radici nella crisi che attraversa la Provincia BAT dalla fine del 2025. Il 19 dicembre la seduta del Consiglio provinciale convocata per approvare il bilancio non si era potuta tenere: erano presenti soltanto tre consiglieri di maggioranza su sette. A febbraio undici consiglieri su dodici si erano dimessi, provocando lo scioglimento anticipato dell’assemblea. Nello stesso periodo sei sindaci della BAT avevano chiesto le dimissioni del presidente e l’allora commissario provinciale del PD, Dario Parrini, aveva parlato di rottura del rapporto fiduciario con Lodispoto.

Il presidente aveva respinto ogni richiesta di lasciare l'incarico e aveva attribuito lo strappo alle tensioni seguite alle elezioni regionali. Secondo Lodispoto, la sua scelta di votare soltanto per Antonio Decaro, senza sostenere candidati al Consiglio regionale, aveva suscitato malumori nel PD, poi sfociati nello scontro in Provincia.

Le elezioni del 12 aprile scorso per il rinnovo del Consiglio provinciale hanno sancito la separazione politica tra Lodispoto e il centrosinistra. Il voto ha assegnato sei seggi al centrodestra, cinque al centrosinistra e uno alla lista del presidente, rimasto alla guida dell’ente senza una propria maggioranza consiliare e con il mandato in scadenza nel 2027. Durante la seduta di insediamento del nuovo Consiglio, il 28 aprile, il PD aveva ribadito la richiesta di dimissioni sul piano etico e politico, pur in assenza di un meccanismo di sfiducia previsto dalla legge Delrio.

Le tensioni si erano riaccese ad agosto con la nomina dei vicepresidenti. Lodispoto aveva scelto come vicepresidente vicario Pasquale Di Noia, eletto nella lista di centrodestra, e come vicepresidente Lucia Marzia Bucci, eletta con il centrosinistra e dichiaratasi indipendente subito dopo il voto, affidandole le deleghe alla pubblica istruzione e alle politiche sociali. Lamacchia aveva contestato quelle nomine, ritenendole prive di una prospettiva e di un accordo politico, e denunciato l’assenza di una chiara maggioranza. Il segretario provinciale del PD aveva inoltre avvertito che quanti avessero sostenuto quella gestione, singoli consiglieri o movimenti politici, non avrebbero potuto mantenere rapporti con il partito, né a livello provinciale né territoriale.

La questione era stata sollevata anche nel dibattito cittadino. Il 26 agosto il movimento Margherita 2028 aveva contestato il sostegno del PD locale a Lodispoto, contrapponendolo agli accordi del presidente con una parte del centrodestra in Provincia. Il movimento aveva quindi chiesto ai vertici regionali e provinciali dei democratici di imporre al circolo l’uscita dalla maggioranza comunale.

Spetta ora alla segreteria regionale guidata da Domenico De Santis pronunciarsi sulla proposta di commissariamento. La questione riguarda non soltanto la guida del circolo, ma la compatibilità tra il sostegno all’amministrazione Lodispoto e gli indirizzi del partito. Il confronto investe quindi i margini di autonomia rivendicati dai democratici salinari e la possibilità di proseguire una collaborazione che la segreteria provinciale considera politicamente incoerente.

Redazione CorriereOfanto.it