Provincia BAT, Cannito rompe il fronte dei sindaci: “Non faccio il servo sciocco. Il centrosinistra ha eletto Lodispoto, ora lo mandi a casa”

ANDRIA - Si acuisce la crisi istituzionale della Provincia di Barletta-Andria-Trani dopo la diffusione del documento firmato da sei sindaci del territorio, che contestano apertamente la gestione del presidente Bernardo Lodispoto e sollecitano l’avvio di una nuova fase politica. Il testo, reso pubblico il 3 febbraio scorso, arriva in un contesto già segnato da forti tensioni, culminate nelle dimissioni di undici consiglieri provinciali su dodici (leggi): un passaggio che ha determinato lo scioglimento del Consiglio provinciale e ha ulteriormente indebolito il quadro istituzionale dell’ente.

Il documento è stato sottoscritto da Giovanna Bruno (Andria), Amedeo Bottaro (Trani), Angelantonio Angarano (Bisceglie), Vito Malcangio (Canosa di Puglia), Michele Lamacchia (San Ferdinando di Puglia) e Michele Patruno (Spinazzola): un fronte che rappresenta una parte significativa del territorio provinciale per peso politico e demografico.

Nel documento i sindaci definiscono la situazione ormai insostenibile e affermano che «non ci sono i presupposti minimi per proseguire con serenità ed efficacia l’azione politico-amministrativa». La richiesta è netta: dopo lo scioglimento del Consiglio provinciale, anche il Presidente dovrebbe rimettere il mandato per consentire un «rinnovamento totale degli organi dell’ente».

Secondo i firmatari, la frattura istituzionale prodotta dalle dimissioni dei consiglieri impedisce ormai alla Provincia di operare in modo efficace. Da qui l’appello a ristabilire un quadro di piena legittimazione politica attraverso un nuovo equilibrio complessivo. La lettera richiama inoltre la necessità di una gestione «stabile, condivisa e autorevole», capace di garantire uniformità di indirizzo su bilancio, opere pubbliche, manutenzioni scolastiche, viabilità e servizi delegati ai Comuni.

Alla presa di posizione dei sindaci ha replicato Lodispoto, che in una nota (leggi) ha definito le dimissioni «il frutto di un attacco personale che non ha alcuna ragione politica», attribuendo la crisi a tensioni interne ai partiti seguite alle recenti elezioni regionali. Il presidente ha ricordato che la legge Delrio «non prevede la decadenza del presidente in caso di scioglimento del Consiglio» e ha ribadito di non avere alcuna intenzione di lasciare l’incarico. «Dimettermi ora sarebbe un grave atto di irresponsabilità - ha dichiarato il presidente della Provincia BAT -, significherebbe esporre l’ente ad un vuoto di governo in una fase già complessa». Lodispoto ha inoltre fissato al 12 aprile prossimo la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, assicurando la continuità dei servizi essenziali.

A rendere ulteriormente complesso il quadro è la posizione del sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, che ha scelto di non aderire al documento dei colleghi. «Non faccio il servo sciocco per risolvere problemi interni mascherati da moralismo o interesse politico», ha dichiarato il primo cittadino barlettano, prendendo nettamente le distanze dall’iniziativa. Il primo cittadino ha sottolineato che il presidente della Provincia «è stato eletto dagli stessi sindaci che oggi ne chiedono le dimissioni» e che, se si ritiene necessario un cambio alla guida dell’ente, «spetta a loro assumersi la responsabilità di mandarlo a casa». Cannito ha inoltre precisato di non avere alcuna intesa politica od operativa con Lodispoto, chiarendo che la sua posizione non va interpretata come un sostegno al presidente, ma come il rifiuto di essere coinvolto in dinamiche che considera estranee alle esigenze istituzionali del territorio.

Redazione CorriereOfanto.it