ANDRIA - Scossone istituzionale alla Provincia di Barletta-Andria-Trani: undici dei dodici consiglieri provinciali in carica hanno rassegnato congiuntamente le dimissioni, provocando di fatto lo scioglimento del Consiglio provinciale.
Il gesto, compiuto ufficialmente nel corso della seduta odierna convocata per l’approvazione del bilancio di previsione 2026, rappresenta un passaggio senza precedenti nella storia dell’ente, con ripercussioni immediate sull’operatività amministrativa e sul quadro politico territoriale.
Le dimissioni sono state presentate e protocollate in blocco nel corso della seduta odierna. Tale atto ha determinato il venir meno del numero minimo di componenti necessario alla permanenza in carica del Consiglio provinciale, provocandone lo scioglimento in base alla normativa vigente. Trattandosi di un ente di secondo livello, disciplinato dalla legge n. 56/2014 (cosiddetta Legge Delrio), la decadenza del Consiglio non comporta automaticamente anche quella del Presidente, che resta formalmente in carica.
La situazione si innesta in un clima già teso da settimane: nei giorni precedenti, un fronte di amministratori comunali del territorio aveva sollevato dubbi sull’agibilità politica dell’ente, denunciando criticità amministrative e invocando un cambio di passo. Tra i nodi principali, le difficoltà nella gestione del bilancio, la governance dei servizi fondamentali e la tenuta complessiva del patto tra istituzioni locali.
Nel frattempo, le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale sono già state convocate per il prossimo 12 aprile, come previsto dal calendario ordinario. Tuttavia, alla luce degli ultimi sviluppi, la tornata elettorale assumerà ora un valore politico più marcato, segnando di fatto una nuova fase per l’amministrazione dell’ente intermedio.
Restano da comprendere le implicazioni operative di questo vuoto istituzionale, in un momento in cui l’ente è chiamato a gestire una serie di scadenze cruciali legate a finanziamenti, pianificazione scolastica, viabilità e servizi territoriali. L’attenzione resta alta anche sul fronte delle relazioni tra la Provincia e i Comuni del comprensorio, che attendono risposte rapide e concrete per garantire continuità amministrativa.
Redazione CorriereOfanto.it