TRINITAPOLI - L’autonomia differenziata di Calderoli e della Lega, avallata da Giorgia Meloni in virtù di un patto implicito che coinvolge il contemporaneo snaturamento della forma di governo parlamentare, produrrà conseguenze gravissime per i cittadini e per i loro diritti, incrementando differenze tra il Nord e il Sud dell’Italia, già oggi insostenibili, nel campo dei diritti fondamentali, dei servizi e della loro fruizione. Con la legge approvata, l’unico modo per contrastarla è raccogliere le firme dei cittadini per richiedere il referendum abrogativo e far arrivare al governo il “No” altisonante delle regioni e dei comuni che vogliono la loro nazione “unita, libera e giusta”.
Sinistra Italiana ha cominciato il 19 luglio scorso ad informare i cittadini attraverso un incontro pubblico all’aperto su viale Vittorio Veneto, seguito da un pubblico attento che ha posto una serie di domande al prof. Michele Capriati, docente di Economia Politica all’Università degli Studi di Bari.
Venerdì pomeriggio, invece, si sono riunite nella sede della CGIL di Trinitapoli tutte le formazioni politiche, sindacali, i movimenti e le associazioni che hanno ritenuto necessario dar vita a una mobilitazione unitaria nell’attuale campagna di raccolta delle firme per il Referendum di richiesta di abolizione della legge 86/2024, che ha istituito l’autonomia differenziata delle regioni.
All’incontro erano presenti i rappresentanti della CGIL, del Partito Democratico, di Sinistra Italiana, dell’ANPI, di Trinitapoli Futura, dei movimenti MoVdem e Trinitapoli per Bene. In premessa, i presenti hanno deciso di impegnarsi a coinvolgere in questa mobilitazione altri movimenti laici e religiosi disposti a combattere unitariamente la battaglia contro l’attacco all’impianto costituzionale del nostro Paese. Si è convenuto di istituire punti di raccolta di tutte le rappresentanze della città di Trinitapoli, che si ritroveranno insieme per condividere questo impegno.
Inoltre, allo scopo di coordinare le iniziative, si è costituito un comitato operativo nelle persone di Rino Lombardi (CGIL), Anna Maria Tarantino e Donato Piccinino (PD), Franco Carulli (Sinistra Italiana), Pasquale Floro (ANPI), Tiziana De Pasquale (Trinitapoli Futura), Ruggiero Santeramo (MoVdem), Gerardo Russo (Trinitapoli per bene). La campagna di raccolta firme sarà avviata giovedì 1 agosto su viale Vittorio Veneto.
Infine, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’apposito Dpcm, è attiva la piattaforma online per raccogliere le firme per i referendum. Il decreto ha confermato, infatti, l’operatività della piattaforma, che potrà essere utilizzata per arrivare alla soglia di 500mila firme necessarie per richiedere un referendum popolare, che sia abrogativo o costituzionale, ma anche le 50mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare.
In poco più di otto ore, 27.554 italiani hanno apposto la loro firma digitale per la promozione del referendum abrogativo, un risultato che testimonia una larghissima condivisione della battaglia in difesa dell’unità del Paese e che lascia ben sperare di raggiungere e superare, nonostante il breve tempo a disposizione, le 500.000 firme necessarie.
ANTONIETTA D’INTRONO
