Sannicandro: «Libera Trinitapoli si attrezzi per una efficace opposizione». «La presidente De Lillo eserciti il suo ruolo con equilibrio e imparzialità»

TRINITAPOLI - «È accaduto anche questo: il giorno 7 ottobre 2020, convocazione del primo consiglio comunale per eleggere l’ufficio di presidenza.

Il gruppo di opposizione non ha partecipato motivando l’abbandono con brevi incomprensibili parole.

L’ufficio di presidenza è previsto per le assemblee dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti mentre per quelli con popolazione inferiore è una scelta facoltativa dei consigli comunali. È quanto saggiamente venne deliberato durante la prima amministrazione Barisciano dopo lunghi e appassionati dibattiti.

Ho sempre ritenuto essenziale per un ordinato svolgimento della dialettica consigliare che il presidente fosse scelto dai banchi dell’opposizione. Nei momenti di democrazia matura e per alcuni decenni la presidenza della Camera dei Deputati, terza carica dello stato, è stata sempre attribuita ad esponenti del maggior partito di opposizione (Pietro Ingrao, Nilde Iotti e Luciano Violante). Questa regola non scritta fu abbandonata con l’avvento dell’era berlusconiana.

Da quel momento, per quanto importante, la presidenza della Camera diventò deprecabilmente oggetto delle trattative per la formazione dei governi.

Trinitapoli non ha avuto miglior sorte, se si eccettua la elezione del primo presidente del consiglio che avvenne il 19 dicembre del 2000; era sindaco Arcangelo Barisciano. Fui eletto all’unanimità come rappresentante del gruppo di opposizione mentre alla vice presidenza fu eletta anche alla unanimità la consigliera di maggioranza Maria Andriano.

Fu un momento di grande responsabilità che va ricordato ad onore di tutti i gruppi consigliari.

Purtroppo quella stagione si esaurì in poco tempo. In seguito ed ancora oggi la presidenza del consiglio non è stata più considerata una carica da attribuire in una logica super partes. È questa la ragione per cui ci ha molto stupito il comportamento del gruppo Libera Trinitapoli ed, in particolare, del capolista Arcangelo Barisciano. Ci saremmo aspettati che avessero partecipato al fondamentale dibattito pretendendo un cambiamento di rotta, una effettiva discontinuità con il passato, il ritorno ad una buona prassi più conforme allo spirito originario dell’istituto. Con il loro abbandono non sono state illustrate le buone ragioni che dopo venti anni di cattivo uso dell’istituto consigliavano un ritorno alle origini. Evidentemente in questi anni quelle buone ragioni sono andate smarrite anche da coloro che ne erano stati protagonisti.

Vogliamo sperare che Libera Trinitapoli prenda atto dei risultati elettorali e si attrezzi per una efficace opposizione e che sappia distinguere le ragioni della politica dalle responsabilità istituzionali.

Vogliamo sperare anche che la neo eletta presidente del consiglio, avv.to Antonella De Lillo, abbia già dimenticato lo sgarbo istituzionale subìto e voglia esercitare il suo ruolo con l’equilibrio e l’imparzialità che ha promesso di mantenere.

L’aspettiamo alla prova dei fatti.»

ARCANGELO SANNICANDRO (Tratto da "Il Peperoncino Rosso" - numero di ottobre 2020)

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