SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Disagi, proteste e disservizi continuano a caratterizzare l’approvvigionamento idrico nel territorio. A mesi dalle prime segnalazioni, permangono criticità legate alla chiusura del quinto distretto del Consorzio per la Bonifica della Capitanata e alla mancata riattivazione dei codici dei gruppi di consegna. Una situazione che penalizza gravemente il comparto agricolo locale, già messo a dura prova dalle condizioni climatiche avverse e dall’aumento generalizzato dei costi.
La carenza idrica rappresenta un’emergenza sempre più frequente in Capitanata e nella BAT, aggravata dalla scarsità delle piogge, dall’abbassamento delle falde e da una gestione consortile che, secondo molti agricoltori, soffre di lentezze burocratiche e mancanza di programmazione. Il quinto distretto, in particolare, serve aree ad alta intensità agricola, dove la sospensione della fornitura compromette interi cicli produttivi. Senza l’erogazione regolata dell’acqua per uso irriguo, si assiste al rischio concreto di abbandono dei terreni e perdita di redditività per centinaia di aziende.

A prendere posizione, con una nota congiunta, sono i sindaci di San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, Michele Lamacchia e Francesco di Feo, che esprimono piena solidarietà agli agricoltori e si dichiarano pronti a farsi portavoce delle loro istanze.
«Non possiamo restare in silenzio di fronte alle continue difficoltà del nostro comparto agricolo - dichiarano Lamacchia e di Feo -. La mancata erogazione dell’acqua compromette irrimediabilmente le coltivazioni, con ripercussioni drammatiche sull’economia del territorio».
I due primi cittadini sollecitano un intervento immediato da parte del Consorzio di Bonifica, chiedendo la riattivazione dei codici necessari alla distribuzione dell’acqua e il ripristino del servizio nel quinto distretto.

Nel sistema dei Consorzi di bonifica, l’erogazione idrica avviene mediante gruppi di consegna attivati tramite codici univoci assegnati ad ogni utenza. La mancata riattivazione di tali codici comporta l’impossibilità tecnica di accedere alla risorsa idrica, anche quando l’infrastruttura è fisicamente funzionante. Inoltre, la normativa regionale impone che i Consorzi garantiscano l’equilibrio economico-finanziario del servizio, ma ciò non può avvenire a scapito dei diritti minimi degli agricoltori, soprattutto in una fase in cui l’agricoltura è riconosciuta come settore strategico.
«Chiediamo - aggiungono Lamacchia e di Feo - di essere convocati con urgenza per un confronto diretto con i dirigenti del Consorzio per la Bonifica della Capitanata e per conoscere nel dettaglio le azioni già intraprese a livello regionale. È il momento della responsabilità e della concretezza: il nostro territorio non può più attendere».
LUCIA DARGENIO