A 34 anni dalla strage di Via D’Amelio, Trinitapoli rinnova il ricordo di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta

TRINITAPOLI - A trentaquattro anni dalla strage di Via D’Amelio, il Comune di Trinitapoli ha ricordato il sacrificio del magistrato Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta, vittime dell’attentato mafioso del 19 luglio 1992: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Attraverso una nota istituzionale, il sindaco Francesco di Feo, l’Amministrazione comunale e l’intera comunità cittadina hanno reso omaggio alle vittime della strage, sottolineando come il loro sacrificio continui a rappresentare un riferimento imprescindibile nella difesa dei valori della legalità, della giustizia e della libertà.

«Il ricordo della strage di Via D’Amelio rappresenta un dovere morale e civile che appartiene a tutti noi - ha dichiarato il sindaco Francesco di Feo -. A distanza di 34 anni, il sacrificio del magistrato Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta continua a indicarci la strada del coraggio, dell’onestà e del senso dello Stato. La loro testimonianza ci insegna che la legalità non è soltanto un principio da difendere, ma un valore da vivere ogni giorno attraverso comportamenti responsabili e il rispetto delle istituzioni».

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il ruolo delle istituzioni nella trasmissione della memoria alle nuove generazioni. «Come Amministrazione comunale - ha aggiunto di Feo - sentiamo la responsabilità di custodire questa memoria e di trasmetterla soprattutto ai più giovani, affinché comprendano che la lotta contro la mafia si costruisce ogni giorno attraverso la cultura della legalità, della partecipazione e del rispetto delle regole».

Redazione CorriereOfanto.it