Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in visita al Parco Archeologico degli Ipogei: “Un sito unico in Italia, da valorizzare”

TRINITAPOLI - Sabato 2 agosto, il Parco Archeologico degli Ipogei ha ricevuto una visita d’eccezione: il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha raggiunto il suggestivo sito archeologico accompagnato dal sindaco Francesco di Feo e da una ristretta delegazione di tecnici e archeologi. Un momento riservato ma carico di significato, che ha riportato l’attenzione nazionale su uno dei tesori sotterranei più rilevanti del Sud Italia.

Nel corso della visita, il ministro ha potuto osservare da vicino la straordinaria stratificazione storica dell’area, testimonianza millenaria di insediamenti umani e riti ancestrali. «Un sito unico nel suo genere in Italia - ha dichiarato Giuli - che ha paragoni solo con alcuni luoghi della Sardegna. Una scoperta fondamentale che rende questo territorio molto più prezioso di quanto nel resto d’Italia si sappia, quindi per noi del ministero della Cultura diventa strategico valorizzare il racconto del contesto in cui è nato questo sito preistorico».

Parole che segnano una presa d’atto importante da parte del governo rispetto al valore identitario e scientifico del Parco Archeologico degli Ipogei, già oggetto di interventi di tutela e valorizzazione promossi negli anni a livello locale.

«Siamo onorati della presenza del ministro - ha affermato il sindaco di Feo - che ha voluto toccare con mano uno dei cuori pulsanti della nostra identità culturale. Il Parco Archeologico degli Ipogei non è solo patrimonio storico, ma anche un simbolo della nostra visione di sviluppo territoriale, fondata sulla cultura, la memoria e l’educazione». Un messaggio chiaro, che pone la cultura al centro delle strategie future per il rilancio del territorio.

All’incontro ha preso parte anche l’assessore alla Cultura, Giovanni Landriscina, che - a nome dell’intera amministrazione comunale - ha espresso soddisfazione per questo gesto di attenzione istituzionale. «La cultura può unire, anche al di fuori dei protocolli ufficiali - ha sottolineato Landriscina - e costruire percorsi condivisi tra amministrazioni locali e centrali, a partire proprio dalla valorizzazione del patrimonio storico del Mezzogiorno».

La visita del ministro, che si è svolta in forma riservata, è stata occasione per riaffermare l’importanza della tutela attiva dei luoghi della storia, in un’ottica di cooperazione tra enti e di investimento consapevole nelle radici culturali dei territori. Un segnale importante, accolto con entusiasmo dalla comunità trinitapolese.

Redazione CorriereOfanto.it