Vincenzo Ronzino e tante altre vittime del nazifascismo non devono essere dimenticati

MARGHERITA DI SAVOIA - L’articolo “Dare un volto ai Partigiani, ai Deportati e ai Dispersi in mare di Margherita di Savoia” ha suscitato vivo interesse tra i lettori del Corriere dell’Ofanto. Ho ricevuto telefonate e messaggi da cittadini di Margherita di Savoia che vorrebbero approfondire l’argomento e saperne di più. In particolare il sig. Ronzino ha chiesto al direttore Giuseppe Daloiso di verificare se lo zio Vincenzo Ronzino, del quale ha inviato brevi notizie biografiche, fosse inserito nell’elenco pubblicato dai professori Pati Luceri e Roberto Tarantino nel loro libro.

A verifica effettuata, ho chiesto agli autori come mai non avevo trovato questo nome tra i 91 elencati. Riporto integralmente la risposta ricevuta dal prof. Roberto Tarantino: “Per le ricerche fatte da Pati Luceri e da me relative ai militari, ci siamo avvalsi dei fogli matricolari depositati presso l’Archivio di Stato di Barletta (che raccoglie i dati della BAT), del database di “Lessico Biografico” e dell’ANRP oltre che di pubblicazioni sul tema degli Internati Militari Italiani. Purtroppo molto spesso sono incompleti e in fase di aggiornamento. Il nostro libro è solo un inizio: molti dati (non compresi negli archivi ufficiali e negli analoghi volumi già pubblicati, come quelli di Vitoronzo Pastore stanno venendo fuori di recente e li stiamo raccogliendo nel caso riuscissimo a fare una nuova pubblicazione. Di Ronzino ho solo trovato un cenno nella Banca Dati dei Caduti e Dispersi 2ª guerra Mondiale dove risulta caduto il 7 ottobre 1943. In quei giorni molti militari sbandati dopo l’armistizio dell'8 settembre furono uccisi dalle truppe tedesche e di loro non è rimasta alcuna traccia se non nelle memorie familiari e dei luoghi dove trovarono la morte.

Riteniamo sia doveroso far conoscere ai lettori chi è stato Vincenzo Ronzino, nato a Margherita di Savoia il 12 maggio 1912, e ringraziamo il nipote che ne custodisce la memoria con tanto affetto. Queste le notizie biografiche da lui ricevute: “Sottoufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, ha probabilmente prestato servizio presso il campo di aviazione di Capua, avendo fissato la sua residenza nel comune vicino di Vitulazio, in viale Italia. Pare che fosse ancora celibe e vivesse con la madre Carmela Lopizzo. Nonostante tutti gli sforzi di noi familiari, non siamo riusciti a sapere come nostro zio sia capitato tra le 54 vittime dell’eccidio avvenuto. Forse il 7 ottobre 1943 si trovava nascosto in casa di qualche amico di Bellona, dove fu arrestato dai nazisti nell’ambito di una caccia spietata all’uomo per vendetta, oppure faceva parte di un altro gruppo di 4 vittime. Il 6 ottobre 1943 due tedeschi entrarono in casa di un abitante di Bellona con l’intenzione di molestare sua cugina e sua sorella. Costui, pur di salvarle, lanciò una bomba a mano e uccise uno dei due e ferì l’altro. Questo fu il drammatico ed assurdo evento che scatenò la strage pochi giorni prima l’arrivo in zona degli angloamericani. 

Comunque, l’unica certezza è che fu trucidato nella crudele rappresaglia ordinata dalle autorità militari tedesche. Attualmente i suoi resti sono definitivamente custoditi nel Sacrario Militare di Mignano Montelungo. Le vittime furono trasferite nel mausoleo ad esse riservato il 26 ottobre 1960 dal cimitero di Vitulazio dove erano sepolte.

La speranza è che questa ricerca possa fornire notizie più dettagliate sulla giovane vita non solo del sottoufficiale Vincenzo Ronzino ma anche sui tanti ragazzi del nostro territorio morti per regalarci libertà e democrazia.

Non dimentichiamoli!

ANTONIETTA D’INTRONO (Foto copertina: 54 Martiri Bellona)

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