Gestione acque madri e fanghi, il Sindaco ha firmato la convenzione. Di Benedetto: «Incomprensibile atto di arroganza. Denunciare la vicenda all’AGCM»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Pensando che “sia passata la nottata” e che la comunità salinara, presa dai quotidiani problemi derivanti dalla crisi pandemica ancora in atto e da una crisi economica che attanaglia le famiglie, abbia superato lo sdegno per i contenuti di una scrittura privata, che offende la dignità dell’intera comunità, messa sotto i piedi da una serie incredibile di mortificanti divieti, il Sindaco ha firmato la convenzione con le Terme e la Atisale sulla gestione delle acque madri e dei fanghi.

Un incomprensibile ed ingiustificabile atto di arroganza da parte di chi avrebbe dovuto riflettere, magari avviando un confronto pubblico anche al fine di rappresentare le ragioni che deponevano a sostegno della opportunità di una scelta che, per i più, si poneva in evidente contrasto con la volontà popolare ed in contraddizione con precedenti pronunciamenti della stessa Amministrazione comunale. (Approfondimenti)

Non una parola da parte del Sindaco; nemmeno la più sbiadita replica alle contestazioni avanzate da tutte le parti politiche a dai comuni cittadini. Un grigio “no comment” che o celava un atto di prepotenza o l’imbarazzo di una scelta che non poteva essere revocata per ragioni inspiegabili e certamente non rinvenienti dal famoso brocardo “pacta servanda sunt”.

Non mi associo alle iniziative, anche se del tutto apprezzabili ma prive di fondamento giuridico, avviate dai vari consiglieri regionali i quali, presupponendo la natura giuridica pubblica delle acque madri e dei fanghi, hanno ritenuto illegittima la condotta di Atisale che, con l’adozione di una delibera del suo consiglio di amministrazione, ha concesso alle Terme l’esclusiva dei beni suddetti.

La Regione Puglia non ha titolo per intervenire su un tema che coinvolge interessi privati, essendo privata la natura delle acque madri di risulta e dei fanghi e ciò fino a quando la concessione ad Atisale spiegherà i suoi effetti (2029). Quello che andava e va messo in discussione, però, è l’atteggiamento servile ed acquiescente di una Amministrazione che dà il proprio consenso e che mette il proprio suggello ad una condotta che oltre a pregiudicare per i prossimi sette anni ogni iniziativa di sviluppo derivante dallo sfruttamento, per fini anche terapeutici, delle acque madri e dei fanghi, viola i principi della concorrenza e del mercato, immanenti sia nell’ordinamento interno che comunitario.

È vero, non si può impugnare la delibera del consiglio di amministrazione di Atisale; l’iniziativa giudiziaria sarebbe inammissibile, essendo la società una persona giuridica privata. Si può però denunciare la vicenda alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, come ho avuto modo di richiamare nel mio precedente intervento sul tema (leggi, ndr), si è già espressa al riguardo dichiarando la illegittimità di qualsiasi condotta diretta a precludere l’accesso al bene (acque e fanghi) da parte di terzi che ne facciano richiesta.

Con la firma della convenzione l’Amministrazione si è autolimitata, nel senso che ha declinato ogni azione diretta a favorire ogni iniziativa economica da parte di soggetti diversi dalla società Terme, alla quale è consentito finanche di sindacare le scelte del Comune sulla caritatevole destinazione della quantità di acque madri e di fanghi a lui concessi.

Margherita di Savoia non merita una simile mortificazione; non merita di essere rappresentata da un Sindaco che di quella mortificazione ne è la causa.

Per quanto mi riguarda contrasterò questa scelta sciagurata e promuoverò ogni iniziativa perché sia riscattato l’onore e gli interessi della comunità a cui ho dedicato la mia giovinezza e dalla quale ho ricevuto onori e considerazione.

A scanso di equivoci e per prevenire ogni maliziosa reazione da parte di chi, rompendo ogni indugio, mi attaccherà, dichiaro che non aspiro a nessuna carica politica o amministrativa (data l’età, del resto, sarebbe presuntuoso ed illusorio!!), restando fermo il mio impegno per la tutela degli interessi della comunità alla quale sento di appartenere ancor più ora che sono ai tempi supplementari della mia serena e felice esistenza».

Avv. PIETRO DI BENEDETTO