Declino o sviluppo. Di Benedetto: «Il futuro della città dipende da tutti noi»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Assistiamo ad un progressivo ed inesorabile scadimento della classe politica e con essa allo svilimento del confronto che rifugge da ogni riflessione critica per affidarsi a battute ad effetto del tutto impermeabili al dubbio.

Confesso di avere nostalgia del passato quando democristiani, comunisti, socialisti, liberali e missini (ai quali si deve la rinascita di una nazione devastata dalla guerra) si confrontavano per l’affermazione delle loro idee e dei loro principi con asprezza, ma nell’alveo di una sostanziale correttezza ed in un contesto di reciproca stima. Oggi mi capita di assistere ad interventi da parte di esponenti politici che denotano un livello culturale inversamente proporzionale al loro potenziale offensivo. La anemia argomentativa viene compensata dal ricorso a slogans, dalla volgarità del linguaggio, dalla pronuncia di frasi ad effetto spesso affidati ad uno mezzo (Facebook e similari) allo stesso tempo diseducativo ed esiziale per la salute mentale dei fruitori e per la corretta informazione degli stessi.

Può essere solo la convinzione di un “vecchio” esponente delle istituzioni, ma la politica di alcuni decenni fa, a parte i fenomeni fisiologici di malcostume, era una attività che si faceva con passione e che impegnava i migliori esponenti della società civile. Era prima di tutto un severo apprendistato, che si effettuava nei partiti, attraverso il quale si formava la classe dirigente chiamata ad occupare posti di responsabilità nei comuni, nelle province e nel Parlamento nazionale. Oggi non è più così. La mediocrità pervade inesorabilmente la politica perché coloro che hanno responsabilità di governo non riescono a trasmettere, perché spesso ne sono privi, i valori della humanitas, della necessaria tutela dell’interesse pubblico, della responsabilità del singolo nei confronti della comunità.

Ciò si verifica anche a livello locale. Nonostante la presenza di alcuni esponenti qualificati, il confronto politico si articola sovente su temi futili, su argomenti di scarsa o nessuna rilevanza, su polemiche sterili.

In questo ultimo anno ho sentito e letto di tutto sul conto dei vari personaggi della politica locale, spesso destinatari di attacchi personali ai limiti dell’insulto; poco, molto poco, sui temi dello sviluppo di una città che ha grandi potenzialità turistiche sol che si riesca a mettere a frutto un patrimonio formidabile, a cominciare dalla salina, della quale si sta parlando in quest’ultimo periodo a sproposito, soltanto perché qualche disinformato giornalista ha annunciato l’acquisto di essa da parte di una multinazionale francese, ignorando che il demanio dello Stato (tale è la natura giuridica della salina di Margherita) non può essere acquistato da nessuno e che l’attuale concessione, in ossequio alla vigente normativa nazionale e comunitaria, non è suscettibile di rinnovo o proroga. È di tutta evidenza, quindi, che la polemica insorta sulla presunta acquisizione “francese” non ha senso, al pari della diatriba sul mancato intervento del Comune per evitarla. Il Comune non può esercitare alcuna “golden share” e non può acquistare, sottoscrive o rilevare quote del capitale sociale, anche perché non ha le risorse finanziarie. Se è così, il dubbio che l’Ente locale non possa impedire a terzi di acquisirle, in un sistema di libero mercato, è almeno doveroso per chi affronta l’argomento senza pregiudizi e con cognizione di causa.

Sul tema della salina bisogna riconoscere, invece, che l’amministrazione Lodispoto ha operato bene, avendo acquisito gratuitamente la proprietà di beni immobili di pregio, tra i quali lo stupendo magazzino Nervi, che possono essere valorizzati per divenire centri di aggregazione, di svago, di cultura e di spettacolo. Sarebbe auspicabile, però, una penetrante attività di vigilanza sulla gestione dell’intero comparto aziendale, sul programma industriale della nuova gestione, sul mantenimento e/o potenziamento dei livelli occupazionali, sulla gestione dell’immenso patrimonio faunistico ed ambientale; si tratta di una immensa risorsa della città che può essere efficacemente sfruttata anche turisticamente perché presenta scenari di straordinaria bellezza. Il Sindaco, se non lo ha già fatto, deve chiedere e pretendere, anche sollecitando l’intervento dell’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene, di conoscere i programmi della nuova gestione, per verificare la loro compatibilità con lo sviluppo del territorio, proprio perché si tratta di un settore strategico per la città.

Nessun intervento da parte della politica locale ho ascoltato sulla valorizzazione dell’area portuale che pur rappresenta un interessante possibilità di sviluppo turistico ed una effettiva fonte di lavoro per i giovani. Non occorrono grandi investimenti per realizzare ed attrezzare tre pontili capaci di fornire ormeggio ad un centinaio di natanti.

Non ho ascoltato alcun richiamo ad una gestione più attenta delle finanze pubbliche proprio perché si trovano, e non per colpa dell’attuale amministrazione, in uno stato comatoso. Regolamentare meglio, per esempio, l’occupazione di suolo pubblico non è solo una esigenza ordinamentale, ma un modo per introitare rilevanti risorse pubbliche da destinare al finanziamento dei servizi e per attuare principi di equità nelle attività commerciali. Tutti i margheritani hanno potuto constatare fenomeni di intollerabile abusivismo, di occupazioni di piazze, di strade e di lunghi tratti di lungomare che hanno impedito ai cittadini ed ai turisti di passeggiare e di godere degli spazi pubblici. Le delimitazioni degli spazi da parte di alcuni esercenti sono affidate a paratie mobili che vengono spostate in avanti durante la serata, in concomitanza con la scadenza del turno di servizio da parte dei vigili urbani. Nessun rilievo sull’inquinamento pubblicitario: posters, trespoli, tabelle di ogni tipo occupano ogni spazio utile. Mi piacerebbe sapere se sono autorizzati e, soprattutto, se pagano i dovuti tributi comunali.

Mi rendo conto che sollevare tali argomenti torna scomodo per i politici locali, perché significa mettersi contro qualcuno, perdere consensi e venir meno all’italico dogma del “chi me lo fa fare”, ma la dignità di un esponente politico si misura anche con la capacità di denunciare gli abusi, le storture, le ingiustizie ed i privilegi.

Bisogna dare merito allo sforzo compiuto dalla amministrazione sul piano dell’igiene e dell’ambiente. Non era facile, data la precarietà in cui è costretta a muoversi, in attesa che diventi operativa la nuova gestione del servizio nell’ambito dell’ARO BT/3. Nonostante diffusi fenomeni di inciviltà, ai quali non sono estranei alcuni turisti, e che vanno puniti con rigore, la città è risultata pulita. Lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti è stata effettuata in maniera soddisfacente dall’attuale gestore del servizio, Certo, ci sono cose che vanno migliorate come, per esempio, evitare che nelle strade e sui marciapiedi cresca l’erba, innaffiare le strade in maniera meno parsimoniosa, installare più cestini portarifiuti. Maggiore cura merita il verde pubblico, anche se bisogna fare i conti con le scarse disponibilità finanziarie dell’Ente.

Poiché la maggiore fonte di sviluppo futuro è il turismo (che deve coniugarsi con la gestione oculata ed efficiente della salina e con la realizzazione di idonee infrastrutture), sarebbe utile che l’Amministrazione insedi una consulta permanente, chiamando a parteciparvi tutti i rappresentanti delle varie categorie, perché si programmi, per tempo ed in maniere concertata, la stagione balneare e termale. La proprietà delle Terme va sollecitata ad una maggiore attività promozionale, alla manutenzione di una struttura che mostra i segni del tempo. La associazione degli stabilimenti balneari e quella che riunisce i titolari di strutture recettizie devono partecipare, anche economicamente, alla realizzazione di un programma organico di promozione turistica, al fine di destagionalizzare la presenza turistica. Per ottenere risultati soddisfacenti sul piano occupazionale è necessario che si programmino per tempo e si pianifichino tutte le iniziative in tutti i settori economici, perché convergano a rendere appetibile il “brand” Margherita di Savoia.

Affido alle considerazioni critiche dei miei concittadini le suesposte brevi (e parziali) riflessioni, nella consapevolezza delle enormità dei temi da affrontare che, per ragioni di economia espositiva, ho omesso di elencare. Sono, altresì, consapevole delle difficoltà che occorre superare, dato il contesto congiunturale nel quale si deve operare. L’amministrazione, sul cui impegno quotidiano non ho motivo di dubitare, chiami alla collaborazione i pur validi esponenti delle opposizioni, rifuggendo dalla pretesa di autosufficienza; richiami alla responsabilità tutte le categorie produttive, perché siamo ad un punto di svolta importante per la città: essa può prosperare o decadere nel giro di un quinquennio. Dipende dall’Amministrazione, ma anche da tutti noi, ognuno per la parte che è in grado di svolgere.»

Avv. PIERO DI BENEDETTO