Tempo del Creato, le Chiese cristiane in preghiera agli Ipogei di Trinitapoli

TRINITAPOLI - Una preghiera comune per la custodia del Creato e la pace, nel segno del dialogo tra le confessioni cristiane. Oggi, giovedì 1° ottobre 2026, dalle 17.00 alle 18.30, il Parco Archeologico degli Ipogei ospiterà l’incontro ecumenico promosso dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie con il patrocinio del Comune di Trinitapoli. Sono annunciate le presenze dell’arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo, del sindaco Francesco di Feo e dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale, insieme agli esponenti delle Chiese ortodosse e riformate del territorio. L’appuntamento è aperto alla cittadinanza e ai fedeli di tutte le confessioni.

L’iniziativa si inserisce nel Tempo del Creato, il periodo che ogni anno, dal 1° settembre al 4 ottobre, riunisce le comunità cristiane nella preghiera e nell’impegno per la cura del pianeta. Aperto dalla Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, si conclude con la festa di san Francesco d’Assisi, nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della sua morte. Il tema scelto per il 2026 è “Acqua viva”, ispirato alla visione del profeta Ezechiele dell’acqua che sgorga dal tempio, risana la terra e porta vita.

Al centro dell’incontro di Trinitapoli sarà invece il versetto «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4), scelto da papa Leone XIV per il messaggio della Giornata mondiale del 1° settembre. L’immagine delle armi trasformate in strumenti agricoli richiama il legame tra la costruzione della pace e la tutela dell’ambiente: le energie impiegate nella guerra possono essere destinate alla vita, allo sviluppo umano e alla salvaguardia del Creato.

È questo l’appello che le Chiese del territorio intendono raccogliere, attraverso un momento condiviso di spiritualità e riflessione. «Un’unica voce per la salvaguardia del Pianeta e la promozione della pace», sottolinea l’Arcidiocesi nel presentare l’iniziativa, invitando a tradurre il dialogo in gesti concreti di riconciliazione e di cura della casa comune.

Anche la scelta degli Ipogei assume un significato particolare. Il complesso archeologico conserva strutture sotterranee dell’Età del Bronzo, utilizzate per pratiche rituali legate alla fertilità e al ciclo della vita e della morte. Alcune furono successivamente destinate a sepolture collettive, dalle quali sono emersi resti umani e ricchi corredi funerari.

Per l’Arcidiocesi, questo antico legame tra spiritualità e terra offre una chiave di lettura dell’appuntamento: la tutela della memoria archeologica richiama la responsabilità verso il Creato. Gli Ipogei diventano così il luogo in cui la preghiera per la pace incontra l’impegno a preservare il patrimonio naturale e culturale, affidandolo alle generazioni future.

Redazione CorriereOfanto.it