TRINITAPOLI - Un devastante incendio ha colpito il territorio di Manfredonia, interessando l’area protetta dell’Oasi Lago Salso, tra le zone naturalistiche più importanti d’Europa. Le fiamme, partite da un canneto adiacente, si sono propagate rapidamente all’interno della riserva, incenerendo decine di ettari di vegetazione e causando danni ingenti alla fauna, al paesaggio e ad alcune strutture. Un’enorme colonna di fumo nero, visibile da chilometri di distanza, ha destato forte apprensione tra residenti, turisti e bagnanti, con ricadute anche sui comuni della provincia BAT. (Video)
L’Amministrazione comunale di Trinitapoli ha espresso una netta e ferma condanna per quanto accaduto, definendo l’incendio un atto di inaudita gravità, che mette a rischio non solo l’ambiente, ma anche la salute pubblica e il futuro delle comunità locali.
«Non si può più tollerare questo scempio. Chiediamo azioni immediate e concrete da parte delle autorità competenti», ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Tonia Iodice.
Il sindaco Francesco di Feo ha aggiunto: «È tempo di dire basta. È necessario rafforzare le misure di profilassi e controllo per proteggere il territorio. Serve un piano d’intervento che coinvolga enti locali, forze dell’ordine e associazioni ambientaliste. Ma serve anche un cambio culturale profondo: educare alla sostenibilità, investire nella prevenzione e tutelare le aree verdi come patrimonio inalienabile».
L’incendio ha messo in allerta diverse strutture ricettive e una residenza sanitaria assistita lungo la strada provinciale 141, richiedendo l’intervento congiunto di vigili del fuoco, forze dell’ordine, guardie ambientali e unità specializzate, supportate da due canadair provenienti da Roma. Per motivi di sicurezza, il sindaco di Manfredonia, Domenico Lamarca, ha disposto la chiusura del tratto stradale compreso tra Sciale degli Zingari e Sciale delle Rondinelle.
Secondo le prime valutazioni, l’origine dell’incendio è con tutta probabilità dolosa, ipotesi rafforzata dalla presenza di più focolai distinti e da altri roghi registrati nei giorni precedenti nel territorio del Gargano. Dati nazionali confermano la gravità del fenomeno: secondo Legambiente e il Corpo Forestale, il 60% degli incendi in Italia ha origine dolosa, spesso riconducibile ad interessi speculativi, pratiche agricole illegali o attività illecite.
«Ogni incendio doloso è una sconfitta per la civiltà. È un’aggressione alla salute pubblica, alla memoria storica, al diritto collettivo a vivere in un ambiente sano. Difendere la natura oggi significa assumersi una responsabilità politica, etica e culturale verso il domani», si legge nella nota ufficiale del Comune di Trinitapoli.
Redazione CorriereOfanto.it