TRINITAPOLI - Un articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno qualche giorno fa inseriva Trinitapoli nella lista dei comuni della BAT “indifferenti”, che non avevano comunicato, nel 2023 e nel 2024, alcun dato relativo alla raccolta differenziata di rifiuti. La notizia è stata smentita dall’assessore all’Ecologia, Tonia Iodice, che, come già pubblicato nella relazione finale della Commissione Straordinaria, ha comunicato che i dati sulla raccolta differenziata per il 2023 sono stati regolarmente riportati sia sull’Osservatorio Regionale dei Rifiuti che sulla piattaforma nazionale W-Mysir trasparenza.
“Per il 2024, invece, i dati sono stati inviati e stampati sulla piattaforma nazionale W-Mysir, come indicato nella nota AGER di gennaio 2024. Viene abbandonato l'uso della Posta Elettronica Certificata (PEC) con l’obiettivo di semplificare e di rendere più efficiente il lavoro delle amministrazioni comunali, migliorando la precisione e l'affidabilità del sistema di raccolta dati”.
Nel 2024, Trinitapoli ha incrementato di due punti percentuali la raccolta differenziata rispetto al 2023, raggiungendo il 56%. Tuttavia, questo dato rimane ancora distante dal minimo del 65% richiesto dalla normativa regionale.
Tra i 257 comuni pugliesi, solo 4 sono quelli premiati quest’anno come ricicloni, secondo il dossier di Legambiente: Sammichele di Bari, Volturino (nel foggiano), Monteparano e Leporano (nel tarantino), che hanno più del 65%.
L’attuazione della raccolta differenziata porta alla riduzione, quanto più possibile, della quantità di residuo non riciclabile da portare in discarica o da trattare con inceneritori o termovalorizzatori e, contemporaneamente, al recupero, mediante il riciclaggio dei rifiuti, di tutte le materie prime riutilizzabili, che divengono così fonte di ricchezza e non più di inquinamento.
Non solo. Una corretta separazione dei rifiuti produrrebbe anche sconti, premialità e risparmi sulla TARI. Infatti, i comuni che raggiungono una percentuale tra il 65% e il 75% hanno uno sconto dell’ecotassa regionale del 30%. Quelli che superano, invece, il 75% hanno un risparmio del 40%, come avvenuto a Trani che, con il suo 76,73%, ha risparmiato circa 100.000 euro.
L’efficacia organizzativa e le iniziative di promozione potrebbero aumentare di molto le percentuali annuali di raccolta differenziata. Sino ad ora sono state organizzate soltanto tre iniziative pubbliche sull’argomento: una convocata nella sala consigliare dalla Commissione Straordinaria, l’altra da alcune associazioni trinitapolesi nel salone della Caritas e, di recente, l’incontro con i commercianti che l’assessore Tonia Iodice ha organizzato nel Palazzetto dello Sport con la Impregico Srl, l’azienda che svolge il servizio dal 2018.
È necessario sottolineare che l’assemblea pubblica con la presenza della Impregico è la prima organizzata, nonostante che nel “Piano Industriale dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili dell’ARO BT3” (il documento che descrive i contenuti da attuare nel nuovo appalto dei servizi dell’ARO BT3) fosse prevista un’informazione continua da parte dell’azienda che svolge il servizio. Ribadisco: da parte dell’azienda, indipendentemente da sollecitazioni della committenza.
Assemblee annuali per comunicare sia i risultati ottenuti che per recepire eventuali criticità sollevate dagli utenti, campagne di educazione ambientale presso le scuole (sulla base di un progetto redatto dall’azienda) e visite guidate agli impianti di riciclo e ai centri di raccolta dei rifiuti sono restati soltanto bei propositi sbandierati in un atto pubblico mai messo in atto, con l’unica eccezione dell’assemblea promossa dall’assessore Tonia Iodice con le categorie dei commercianti e degli imprenditori.
Formazione e partecipazione sono il pane quotidiano per chi vuole ottenere un servizio di qualità con la collaborazione di tutti i cittadini. Una campagna di informazione e di sensibilizzazione non si può ridurre a qualche volantino e a qualche manifesto. A scuola, sono gli insegnanti più motivati ad occuparsi di una formazione che dovrebbe avvalersi di esperti e di “eco-animatori” proposti (sulla carta) dall’azienda appaltatrice. Qualcuno deve controllare quanto proposto dal piano industriale ed eventualmente stralciare i costi previsti per “l’informazione continua” qualora non sia stata attuata.
In altre città, dove la raccolta differenziata ha superato il 75%, l’informazione è continua e mensile, e i cittadini non hanno bisogno di navigare in internet per trovare le percentuali raggiunte dal proprio paese sull’Osservatorio Regionale dei Rifiuti della Puglia e ora sulla piattaforma W-Mysir.
Siti e pagine Facebook istituzionali esistono soprattutto per questo.
Sappiamo che questa è una difficile e lunga battaglia culturale, che non può essere appannaggio di una sola persona. Ma la collaborazione e il senso di responsabilità si incrementano giorno per giorno se ognuna delle parti in causa (azienda, amministrazione e cittadini) fa “rigorosamente” la sua parte.
ANTONIETTA D’INTRONO