Frontino Ortofrutticoli, impegno e innovazione per la produzione e la valorizzazione dei prodotti locali

MARGHERITA DI SAVOIA - In questa intervista, scopriamo il mondo dell’agricoltura attraverso gli occhi di Vincenzo Frontino, giovane imprenditore della società agricola Frontino Ortofrutticoli, situata a Margherita di Savoia. Gestita insieme a suo padre, l’azienda si distingue per il suo impegno nella produzione di qualità, sostenibilità e valorizzazione dei prodotti locali, come la pregiata cipolla bianca di Margherita IGP. Attraverso le sue parole, esploriamo i valori che guidano l’azienda, l’importanza delle pratiche agricole responsabili, le strategie adottate di fronte alle tendenze di mercato e la visione per il futuro dell’agricoltura nel territorio. (Foto)

Quali sono i valori fondamentali che guidano la vostra azienda?

«In un settore ortofrutticolo sempre più dinamico, la chiarezza dei valori aziendali diventa la bussola di riferimento per mantenere la rotta. La continuità generazionale garantita, la serietà nei confronti dei collaboratori e dei clienti, sono le mission che perseguiamo e che ci hanno resi leader di mercato, per i nostri prodotti, sia nei mercati agroalimentari, che nella Grande Distribuzione Organizzata.»

Quali sono i principali prodotti che coltivate e come vengono selezionati?

«Produciamo e commercializziamo carote, cipolle, patate e pomodori. Il core business aziendale sono sicuramente la carota e la cipolla. La selezione avviene sia in campo, seguendo tecniche di agricoltura di precisione, che nello stabilimento, grazie a moderne linee di mondatura e calibrazione del prodotto. Merita una menzione speciale la Cipolla Bianca di Margherita IGP, che rappresenta per noi un valore enorme e ci lega al territorio. La Comunità Europea ha riconosciuto la nostra Cipolla nel 2015 e oltre a renderci fieri e orgogliosi, il riconoscimento ci ha dato la possibilità di valorizzare e tutelare questo prezioso prodotto di nicchia margheritano.»

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In che modo la vostra azienda si impegna per la sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale?

«Partendo dalla produzione agricola, seguiamo i Disciplinari di lotta integrata della Regione di produzione, riducendo la percentuale dei principi attivi ammessi fino al 50% ed eliminando completamente il glifosato da tutte le colture. Nello stabilimento, abbiamo avviato nel 2012 l’iter di conversione dell’energia con il fotovoltaico, attualmente 500kw di produzione con altri 200kw in fase di istallazione, puntando allo scambio sul posto e ad essere completamente autosufficienti.»

Avete stretto partnership locali o internazionali per la distribuzione dei vostri prodotti?

«La distribuzione dei nostri prodotti passa tramite i Mercati Generali, ma soprattutto dalle grandi centrali d’acquisto e dalle grandi insegne, con cui abbiamo instaurato un rapporto storico e continuativo di lavoro, fino a concederci il Private label, come Coop, Despar, Conad, Penny Market e Selex.»

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Come vi state adattando alle tendenze di mercato, tipo l’interesse crescente per i prodotti biologici e a km zero?

«Nell’assortimento dei nostri articoli, è presente anche il biologico. Dal 2019 siamo certificati per il confezionamento, l’etichettatura e la vendita di prodotti Bio. Attualmente non siamo organizzati con un punto vendita aziendale per il km zero, ma serviamo quasi tutti i fruttivendoli e rivenditori di zona con i nostri prodotti.»

Quanto personale lavora nella vostra azienda, per tutto l’anno o stagionale?

«La stagionalità per i nostri articoli è meno risentita rispetto ad altri areali di produzione, con carote e patate che possono raggiungere anche i due raccolti l’anno. Riusciamo a mantenere e garantire un lavoro, sì stagionale, ma abbastanza stabile per tutto l’anno con un numero di dipendenti variabile da 80 a 150 unità, con picco massimo durante la campagna della Cipolla Bianca di Margherita IGP.»

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Quali sono i vostri piani di espansione o sviluppo per i prossimi anni?

«Cerchiamo anno dopo anno di aggiungere valore, sia al processo, che al prodotto. Negli ultimi due anni abbiamo rivoluzionato completamente la linea di lavorazione delle carote, tutta automatizzata Industria 4.0, con calibratrice ottica e sistema di raffreddamento Hydrocooler per aumentare la shelf life del prodotto, oltre ad avere completamente ristrutturato la zona dipendenti, con area mensa e nuovi spogliatoi e bagni. Nel prossimo periodo abbiamo intenzione di riammodernare il comparto Cipolle, per aumentare l’efficienza e la capacità produttiva dell’impianto.»

Qual è la vostra opinione sulle recenti proteste degli agricoltori contro le politiche agricole dell’Unione Europea?

«Siamo indubbiamente dalla parte dei produttori, perché la burocrazia e l’aumento della tassazione segnerebbe un ulteriore peso su un comparto già in crisi. La rivolta è scaturita in un momento storico particolare, dove i fattori in gioco sono molteplici: aumenti di gasolio, dei concimi, dei fitofarmaci, materiale di propagazione e scarsa manodopera specializzata. Dalla sua, la Comunità Europea, ha deciso di inasprire le regole dei fitofarmaci con lo scopo principe di tutelare la salute dei consumatori.»

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Sei un giovane imprenditore che ha seguito le orme di suo padre: quale messaggio vuoi lanciare a tanti giovani di Margherita?

«Di non considerare l’agricoltura come un lavoro antico o poco nobile, perché se fatto bene può portare risultati gratificanti sotto tutti gli aspetti. Certo bisogna darsi da fare, avere volontà di lavorare, ma il lavoro nobilita l’uomo.»

Quanto è stato importante a Margherita di Savoia unirvi per ottenere il marchio IGP?

«È stato fondamentale, ma anche una sfida. Riunire per la stessa causa produttori e confezionatori è stato l’inizio del percorso, durato più di 10 anni, che ha permesso il riconoscimento del marchio IGP nel 2015 e del Consorzio di Valorizzazione e Tutela nel 2016.»

Redazione CorriereOfanto.it