Coldiretti Puglia denuncia l’invasione di carciofi egiziani nel mercato all’ingrosso: “Danni all’economia pugliese”

MARGHERITA DI SAVOIA - La crisi nel settore agricolo pugliese raggiunge un punto di svolta con la denuncia da parte di Coldiretti Puglia dell’invasione di carciofi egiziani che sta mettendo in ginocchio i produttori locali del pregiato carciofo violetto. Il mercato all’ingrosso è stato inondato da questi ortaggi a basso costo, causando un crollo dei prezzi fino a 20 centesimi a capolino, un valore che non copre nemmeno i costi di produzione e segna una perdita di quasi il 70% rispetto ai valori precedenti.

Questa concorrenza, giudicata sleale da Coldiretti Puglia, non solo minaccia la sopravvivenza di un settore chiave per l’economia locale ma mette anche in discussione la qualità degli alimenti che arrivano sulle tavole dei consumatori. La risposta degli agricoltori è forte e chiara: una marcia su Bruxelles prevista per il 26 febbraio, con l’obiettivo di chiedere un cambiamento nelle politiche europee che riguardano le importazioni e garantire la reciprocità degli standard di produzione.

Il principio di reciprocità, ovvero l’idea che tutti i prodotti importati nell’UE debbano rispettare gli stessi standard ambientali, di sicurezza e lavorativi vigenti nei paesi membri, è al centro delle preoccupazioni degli agricoltori. La decisione recente della Commissione Europea di rivedere i termini dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur viene vista come un passo nella giusta direzione, evidenziando l’importanza di un commercio equo e sostenibile.

La Coldiretti non manca di sottolineare l’importanza di scegliere prodotti locali, valorizzando il Made in Puglia come garanzia di qualità e sostenibilità. La regione, che produce oltre 1,2 milioni di quintali di carciofi, di cui quasi la metà nella provincia di Brindisi, ha molto da offrire non solo in termini di quantità ma anche di qualità riconosciuta.

Per affrontare questa sfida, si sottolinea l’importanza di accordi di filiera che assicurino prezzi giusti e sostenibili, in linea con la nuova legislazione contro le pratiche commerciali sleali. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) viene visto come una leva per stimolare ulteriori investimenti in un settore chiave, con l’obiettivo di rafforzare la produzione nazionale e alleggerire il peso del carovita sulle spalle dei consumatori e delle imprese.

In un contesto di mercato globale, la battaglia degli agricoltori pugliesi per la tutela dei loro prodotti e per un commercio più equo e sostenibile rappresenta un esempio di come la qualità e la provenienza siano valori non negoziabili, fondamentali tanto per la salute dei consumatori quanto per l’economia locale.

Redazione CorriereOfanto.it