CANOSA DI PUGLIA - Una protesta simbolica e drammatica, quella inscenata da Sabino Armagno, 75 anni, che nella mattinata di oggi si è incatenato all’interno dell’ex ospedale di Canosa di Puglia, in via Giovanni Bovio 81, iniziando contestualmente uno sciopero della fame. Il gesto estremo intende richiamare l’attenzione pubblica e istituzionale sulla sospensione temporanea, annunciata dall’ASL BT, del turno notturno del Punto Fisso Medicalizzato (Set 118) di Canosa di Puglia, a partire dal mese di febbraio. La medesima sospensione riguarderà anche la postazione di Trani. Il provvedimento, motivato dalla carenza di personale medico, ha suscitato preoccupazione e indignazione tra cittadini e amministratori.
«Trovo inaccettabile - ha dichiarato Armagno - la sospensione temporanea dei turni notturni nel Punto Fisso Medicalizzato, di cui io stesso ho avuto necessità, tanto più che i servizi previsti dal piano di riordino ospedaliero non sono ancora stati attivati. Per questo motivo ho iniziato lo sciopero della fame e chiedo un incontro urgente con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro».
A poche ore dall’inizio della protesta, il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio, ha voluto incontrare personalmente il cittadino presso il Presidio post acuzie: «Ho ritenuto giusto incontrare il cittadino che, da questa mattina - ha affermato Malcangio - è incatenato ed in sciopero della fame presso il PPA di Canosa. L’ho invitato a sospendere la protesta e ad attendere gli esiti delle interlocuzioni in corso con Regione Puglia, ASL BT e del consiglio comunale monotematico ed urgente già convocato per mercoledì 14 gennaio».

Il sindaco ha inoltre sottolineato l’importanza della seduta consiliare, che sarà aperta alla partecipazione della cittadinanza e delle parti interessate: «Sarà l’occasione, unitamente a tutti coloro i quali vorranno parteciparvi, per confrontarci e dialogare relativamente allo stato dell’arte, con l’auspicio che la commissaria straordinaria ASL BT, Tiziana Dimatteo, risponda positivamente all’invito a lei inoltrato nei giorni scorsi, fornendoci risposte concrete ai nostri quesiti». (Leggi)
Già nei giorni scorsi, Malcangio e il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, avevano indirizzato una lettera congiunta alla commissaria Dimatteo e al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, esprimendo «profonda preoccupazione e disappunto per gli ulteriori disagi che i cittadini potrebbero vedersi arrecati». (Leggi)
«Come sindaco - ha concluso Malcangio - continuerò in ogni sede a far sentire la nostra voce e a tutelare il diritto alla salute dei cittadini canosini».
Redazione CorriereOfanto.it